Carnevali: «Io, Squinzi, la Juventus e il futuro»
«Il patron andrà avanti col progetto Sassuolo. Sono amico di Marotta ma sul caso Politano nessun condizionamento. Il mio contratto è in scadenza, vedremo...»
Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, è stato ospite alla trasmissione Barba e Capelli. Ecco gli stralci più interessanti della lunga intervista.
BUCCHI «Stiamo ancora pagando il dopo Di Francesco. La scelta Bucchi credevo, e credo ancora, fosse quella giusta per il Sassuolo. Penso che anche un altro allenatore avrebbe pagato nello stesso modo il dopo Di Francesco. I giocatori non hanno reso e i risultati latitavano: Iachini ha dato alla squadra un’iniezione di esperienza e un qualcosa in più a livello caratteriale».
MERCATO CONSERVATIVO Carnevali replica a chi, come noi, gli imputa un mercato conservativo con troppi rinnovi e pochi veri rinforzi: «La volontà è quella di migliorarsi, costruire. E per farlo non si possono vendere tutti i giocatori e rifare la squadra. La nostra strategia è stata quella di cedere pochi giocatori per mantenere l’ossatura ideale».
EFFETTO IACHINI Tre punti nelle ultime sei partite dopo un ottimo avvio, l’effetto Iachini è già svanito? «No, non è esaurito. Il mister ha dato una svolta ottenendo risultati straordinari prima della sosta contro Inter, Sampdoria e Roma. Nel 2018 le cose non stanno girando per il verso giusto, ma questo è un campionato particolare. Iachini sta facendo un buon lavoro».
LOTTA SALVEZZA «Siamo partiti col piede sbagliato, per una serie di situazioni ci sarà da faticare fino alla fine. Abbiamo perso punti per strada, bastava poco per essere in una posizione di classifica migliore».
IL GOL COME NEMICO Il Sassuolo ha la maglia nera in Europa in fatto di gol segnati, appena 14 in 24 partite: «Le statistiche dicono che facciamo tanti tiri, raddrizzeremo la mira... Credo sia anche un problema di gioco di squadra, che non permette agli attaccanti di arrivare in zona gol con la necessaria lucidità».
CRISI BERARDI «Berardi sta rendendo meno rispetto alle aspettative. Non lo abbiamo trattenuto a forza, sul mercato non c’è stato niente di veramente concreto alle cifre congrue che volevamo per cederlo, lui aveva la volontà di continuare a Sassuolo e noi quello di tenerlo. L’infortunio lo ha condizionato ma, al di là dei gol, può solo crescere».
INVESTIMENTI «Solo a gennaio abbiamo investito 19 milioni e di società che dispongono di attaccanti come Berardi, Politano e Babacar non ce ne sono molte nella nostra fascia. Per Babacar è stato fatto un investimento molto importante su un giocatore giovane e di prospettiva».
CASO POLITANO «La situazione Politano è molto più semplice di quanto è stato raccontato, sia nelle dinamiche che nelle cifre. Da sempre la filosofia societaria è quella di non cedere i pezzi migliori a gennaio, era già accaduto con Zaza e Defrel. Non volevamo cedere Politano perchè per noi è determinante e per non indebolirci nonostante un’offerta economica importante. Nel calcio ci sono i procuratori che talvolta creano confusione mettendoti in difficoltà. È vero, il ragazzo voleva andare a Napoli ma da vero professionista qual è, ha capito anche il nostro punto di vista, L’unica alternativa per lasciarlo andare era prendere Caprari, giocatore assistito dallo stesso agente di Politano. Questa soluzione è sfumata, anche se fino alle ultimissime ore la trattativa è rimasta aperta con le opzioni Farias e Ounas. Effettivamente c’è stato un momento in cui l’operazione sembrava si potesse chiudere, ma non c’erano i tempi tecnici per portarla a termine. Le polemiche e le dichiarazioni che ne sono seguite, tirando in ballo anche Marotta e la Juve, sono cose che non fanno bene al calcio oltre ad essere una mancanza di rispetto nei confronti del Sassuolo. Io sono pagato per fare l’interesse della mia società anche se con Politano avremmo fatto un’ottima plusvalenza, avendolo pagato tre milioni e mezzo».
NOI E LA JUVE «Non nego che con la Juve abbiamo un ottimo rapporto. Io personalmente sono legato da una grande amicizia con Marotta: ho iniziato con lui al Monza e stato un po’ il mio maestro a livello calcistico e nei suoi confronti nutro riconoscenza. Con la Juve abbiamo fatto diverse operazioni, con la Roma forse di più. Ma sul nostro rapporto con il club bianconero sento tante insinuazioni e mezze frasi, non va bene anche se tutto sommato non ci toccano: quando una persona è onesta e non ha niente da nascondere può lavorare serenamente».
FAIR PLAY FINANZIARIO «Noi siamo reduci dal fair play finanziato dell’Europa avendo partecipato all’Europa League e dal prossimo anno ci sarà il fair play in Italia, che partirà con determinati parametri che poi si restringeanno. Noi siamo già perfettamente in linea su tutti i parametri, Uefa e italiani, e questo è un grande successo».
IO E SQUINZI «Lo sento tutti i giorni, sa tutto quello che accade nel pianeta Sassuolo. Lui e la moglie Adriana Spazzoli vogliono che il Sassuolo sia gestito come un ramo d’azienda dando massima autonomia al managment. Per cui noi decidiamo se cedere o no Politano, se fare o meno acquisti senza condizionamenti. Ovvio che quando si tirano le somme ci deve essere un risultato sportivo ed economico. Se si stancheranno del Sassuolo? Alla famiglia Squinzi costa 23 milioni all’anno, non poco. Mi auguro per il Sassuolo che ci sia sempre questa volontà di continuare altrimenti la vedo molto nera... Ma nella proprietà c’è anche la voglia di provare a cambiare qualcosa nel mondo del calcio. Ad esempio nella ripartizione dei diritti tv, dove siamo ultimi. Troppo il divario tra il Sassuolo e altri club del nostro livello, che incassano 15 milioni più di noi. Quindi siamo costretti a fare plusvalenze per colmare il gap. Lo dico chiaramente: il Sassuolo in serie A è un miracolo, considerando il nostro tipo di realtà e i paletti del fair play che impediscono a Squinzi, anche se volesse, di investire di più».
CENTRO SPORTIVO «Oltre ad avere uno stadio di proprietà, ora andremo a costruire un centro sportivo a Cà Marta. Investimento importante che fa capire che la volontà della famiglia Squinzi sia quella di programmare il futuro. Un’opera che resterà ai sassolesi e agli sportivi».
TIFOSI «Ne abbiamo pochi ma buoni. Ci aspettavamo di più, non sentiamo il calore del tifo, ma noi abbiamo una visione ampia. Il Mapei non va visto solo come lo stadio del Sassuolo ma come un impianto, tra i più belli in Italia, che andrà ad ospitare grandi eventi come l’Europa League dell’Atalanta o le fasi finali del campionato Europeo Under 21 nel 2019. Se la Reggiana resterà? Spero di sì. L’affitto lo stanno pagando? Non voglio entrare nel merito, ma mi sembra che le cose non stiano andando nel modo giusto...».
IL FUTURO «Ho il contratto in scadenza, deciderà il dottor Squinzi. Sono nato nel mondo del calcio e ho avuto delle opportunità, ma più che immaginarmi in un altro club trovo difficile vedermi lontano da Squinzi. Di certo a Sassuolo ci sarebbero ancora tante cose da fare...».
@Star_70_
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