Cannavaro: «Il calcio giocato? Non mi manca»
L'ex neroverde parla dalla Cina: «Sento molto la lontananza dalla famiglia rimasta a Sassuolo»
«A Guangzhou mi trovo molto bene, è una metropoli per tanti aspetti occidentale. I calciatori sono ragazzi generosi, che rispetto agli atleti di casa nostra non hanno nulla da invidiare in quanto a voglia di sacrificarsi, lavorare e fare gruppo. Chiaramente possono crescere molto a livello tecnico e tattico» - racconta Paolo Cannavaro, che da un mese e mezzo è collaboratore tecnico del Guangzhou Evergrande nello staff guidato dal fratello maggiore Fabio. «Aver metabolizzato per quattro mesi questo passo mi ha preparato mentalmente. Mi tengo stretto il privilegio che pochi colleghi hanno avuto in carriera: ho potuto scegliere di finire di giocare a calcio e intraprendere subito una nuova avventura che desideravo affrontare. Il calcio giocato al momento non mi manca, mi manca invece molto la famiglia a Sassuolo. In futuro se dovessi ricoprire il ruolo di primo allenatore, e mi auguro che ciò accada, al mio fianco ci sarà Mapei Sport. Nella mia esperienza ho avuto riscontri solo positivi. Oggi conoscere la condizione dei propri giocatori per mezzo di dati scientifici e non di semplici sensazioni è un vero lusso».
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