Stoytchev: «Trento? Gioca meglio rispetto ad inizio stagione»
Azimut. «Ngapeth sarebbe un’assenza pesante, ma anche a Civitanova sembrava impossibile vincere senza di lui»
Radostin Stoytchev domani affronterà per la terza volta il suo passato, quella Trento che è riuscito a portare a dominare in Italia ed in Europa. L'allenatore bulgaro però non ha nessuna intenzione di farsi condizionare dai suoi trascorsi.
«Se dovessi sentire la partita da un punto di vista emozionale vuole dir che non saprei fare bene il mio lavoro. Non posso permettermi una cosa del genere, non l'ho mai fatto in vita mia. Devo solo concentrarmi sullo studiare al meglio i nostri avversari. Mercoledì sera ho visto in diretta Trento-Zaksa, anche se col fatto che abbiamo quattro/cinque giocatori infortunati mi interessa di più la nostra situazione. La Diatec è una formazione che può variare il sestetto, in Champions Vettori ha fatto buona gara al rientro nel sestetto titolare. Penso che giochino meglio rispetto ad inizio stagione».
Qual è esattamente la situazione dell'infermeria nella metà campo gialloblù?
«Sabbi è ancora lontano del rientrare in palestra, mentre Argenta, invece, si sta allenando anche se a ritmi ridotti. Stesso discorso per Ngapeth e Urnaut, entrambi non possono ancora spingere al massimo. Domani ci attende una di quelle partite per le quali dovrò prendere delle decisioni importanti. Ovviamente ci interessa molto il secondo posto della classifica, ma abbiamo due giorni per valutare con quali uomini giocare contro la Diatec, io non voglio assolutamente rischiare la salute dei miei giocatori. Noi, in ogni caso, entreremo in campo per lottare e cercare di vincere la partita».
Il tecnico dell'Azimut entra poi nel particolare spiegando quale sia il percorso che un giocatore infortunato deve effettuare prima di calcare nuovamente il Pala Panini.
«Il rientro in squadra deve essere sempre graduale. Utilizziamo anche una fascia da applicare ai giocatori, denominata “vert”, che conta i salti e la potenza di salto durante l'allenamento. Quando uno ritorna dopo un infortunio utilizza il 30% delle sue energie, magari il giorno successivo il 40%. Poi vediamo come reagisce il singolo giocatore, il terzo giorno si può anche tornare indietro se non si sente bene. In questo momento possiamo arrivare ad un 60% prima della partita, ma se un giocatore infortunato è a rischio io sicuramente non lo schiero, nemmeno in un big match contro Trento. Io ho diversi giocatori che a parole si sentono sempre di giocare, ma è molto complicato giocare non al massimo della forma. Contro Vibo, per esempio, Urnaut aveva male alla spalla nonostante avesse preso gli antiinfiammatori, allora dopo un set l'ho richiamato in panchina. Nel caso Ngapeth non dovesse recuperare è chiaro che la sua assenza sarà pesante, ma anche prima della trasferta di Civitanova sembrava impossibile vincere senza Earvin».
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