Il Sassuolo non fa gol? Fame e cattiveria, Signori e Bucchi esempi da seguire
In attacco i neroverdi giocano con troppa sufficienza, quasi con la convinzione che tanto alla salvezza ci si arriverà comunque
Domenica al Dall’Ara c’era Beppe Signori, festeggiato dal club rossoblù per i suoi 50 anni. Sempre domenica, presumibilmente davanti alla tv, s’è visto la partita Cristian Bucchi, ancora sotto contratto con il Sassuolo. Due attaccanti che in carriera hanno segnato caterve di gol. E che, nonostante l’età, siamo convinti potrebbero essere ancora di esempio ai più giovani colleghi in maglia neroverde. Un’idea per Carnevali, responsabile (unico) del mercato del Sassuolo.
Battute a parte, nonostante un attacco da 70 milioni di euro - questa la quotazione complessiva del tridente Berardi-Babacar-Politano - il Sassuolo continua ad avere il peggior attacco del torneo. Incredibile che i soli 15 gol in 25 partite abbiano fruttato 23 punti, soprattutto se si pensa che con 18 reti il Benevento ne ha raggranellati appena 10.
Come può risolvere il problema del gol una squadra che, come a Bologna, crea gioco ed occasioni? Magari provando ad entrare nella testa dei giocatori, spiegando loro che in area non basta la qualità, ci vuole cattiveria, quella “fame” che - oltre alle innate doti di goleador - ha caratterizzato le carriere dei sopracitati Signori e Bucchi. E invece là davanti si gioca con troppa sufficienza, quasi con la convinzione che tanto alla salvezza ci si arriverà comunque. Invece la permanenza in serie A il Sassuolo se la deve conquistare sul campo, fare affidamento solo sulle disgrazie altrui può essere un giochino molto pericoloso. L’assurda sconfitta controun Bologna imbarazzante deve servire di lezione. Domenica arriva la Lazio, brutto cliente, ma che attraversa un momento particolare. Per il Sassuolo è l’ora di dare risposte. Sotto forma di gol.
@Star_70_
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