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Sassuolo, dalla panchina un contributo quasi nullo

di Andrea Fratti
Sassuolo, panchina "nulla"
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Sassuolo, panchina "nulla"

A parte Matri, Iachini finora ha potuto contare solo sul gruppo dei “fedelissimi” In particolare a centrocampo i rincalzi non hanno dato il benchè minimo apporto

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SASSUOLO Oggi, gli allenatori di serie A non fanno che sottolineare la scomparsa della distinzione netta tra titolari e riserve, ripetendo come tutti gli atleti debbano sempre “farsi trovare pronti” all’utilizzo. In effetti, nel corso di una stagione tanto fitta di impegni, la presenza di rose allargate oltre la ventina di giocatori appare una necessità, più che uno sfizio. Proprio alla luce di tutto questo, il caso del Sassuolo evidenzia una situazione allarmante: il contributo proveniente dalla panchina è, salvo qualche rarissima eccezione, nullo. Seguendo numeri e statistiche, Iachini sembra poter contare quasi solo sul suo gruppo di fedelissimi titolari; il problema, ovviamente, è che, quando questi non sono in forma smagliante o attraversano periodi complicati, non ci sono cambi all’altezza, capaci di invertire l’andamento, riportando entusiasmo e colmando le lacune esistenti.

Nel reparto arretrato, l’unica buona notizia proveniente dalla panchina è stata la scoperta di Goldaniga, che, una volta orfani di Cannavaro, si è rivelato all’altezza, collezionando 9 presenze, 1 gol, ma anche 2 espulsioni. Il resto è un deserto: Letschert bloccato da un infortunio, Adjapong smarrito tra i problemi fisici, Dell’Orco e Rogerio galleggiano nell’anonimato; mentre Lemos ha avuto un esordio sciagurato, ma gli si concedono attenuanti e tempo.

A centrocampo, la situazione è drammatica: sommati insieme, Biondini, Cassata e Frattesi, sono entrati a partita in corso 6 volte, mettendo a referto 0 gol e 0 assist; Mazzitelli ha collezionato 12 presenze, senza lasciare traccia nei tabellini e Sensi, l’unico ad avere segnato una rete, è “desaparecido” dal lontano 29 novembre.

Spostandosi nel reparto offensivo, le cifre degli attaccanti titolari sono talmente misere, che servirebbe quanto mai l’apporto dalla panchina e, con Pierini ancora acerbo, uno dei primi cambi scelti è Ragusa. Antonino ha collezionato 20 presenze, ma non è riuscito a dare la proverbiale “scossa”: 0 gol, 1 assist e 3 cartellini gialli non sono sufficienti per risollevare una squadra in crisi. L’unico ad aver fornito un apporto positivo è Matri: subentrato 13 volte, ha totalizzato 3 reti, ma anche 2 rigori falliti.

Oggi, acquistando un termine del cricket, si parla anche nel calcio dei supersub: giocatori capaci di essere decisivi, entrando a partita in corso. Pensate, ad esempio, a Solskjaer del Manchester o a Montella nella Roma di Capello. Mazzitelli, Ragusa e Matri sono i più utilizzati della panchina del Sassuolo, eppure non paiono avere esattamente il profilo dei supersub. Fino a dicembre, uno dei migliori per rendimento in serie A, partendo dalla panchina, era Babacar (12 ingressi e 3 gol): il Sassuolo non può che aggrapparsi a questo dato, sperando di aver scelto il giusto supersub da trasformare in titolare.
 

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