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Sassuolo travolto dalla Lazio, Berardi si fa cacciare

Berardi espulso contro la Lazio
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Berardi espulso contro la Lazio

Milinkovi-Savic e Immobile stendono i neroverdi. Rosso diretto per l'attaccante per un calcione a Radu

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REGGIO. La Lazio ha ripreso a correre, il Sassuolo non esce dal tunnel con la vittoria che manca da dicembre e lo score che recita da allora tre pari e cinque sconfitte ma soprattutto una classifica che li vede con soli 3 punti di vantaggio sulla Spal, terzultima, che ha battuto il Crotone. Per i biancocelesti, che si erano sbloccati contro il Verona tornando al successo dopo 3 ko di fila, altri tre punti pesanti che valgono il momentaneo terzo posto. Il gelo che paralizza il Maipei Stadium raffredda alla fine solo le ambizioni del Sassuolo.  Profetiche le parole nel pre-gara del ds laziale Igli Tare: «Per Milinkovic-Savic non bastano 70 milioni se qualcuno volesse comprarlo, già abbiamo rifiutato una cifra simile». Ed in effetti è il serbo a trascinare anche stavolta una Lazio che Simone Inzaghi cambia parecchio, anche in vista del ritorno di Coppa Italia col Milan di mercoledì sera.

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Scelte che però non incidono sulla qualità dei suoi, tant’è che bastano sette minuti per sbloccare la gara. Milinkovic-Savic riceve al limite dell’area da Felipe Anderson, guarda Consigli e lo beffa con un destro a giro sul palo lungo che si insacca sotto l’incrocio: il serbo è il vicecapocannoniere alle spalle del bomber Immobile. Il distacco tra i due è enorme ma per non correre rischi è proprio il centravanti a realizzare il raddoppio dopo la mezzora.  Con il Sassuolo che punge poco e male, arriva infatti il secondo gol laziale. Per un mani di Peluso in area l’arbitro Manganiello, dopo aver consultato il Var, assegna un rigore agli ospiti e Immobile non si fa scappare l’occasione di realizzare il 23esimo gol in campionato, 32esimo su 32 partite in stagione con la Scarpa d’oro nel mirino ed Harry Kane del Tottenham a un passo (nonostante un’esecuzione non perfetta con palla che passa sotto le braccia di Consigli). Un gol che ha il potere di tranquillizzare Inzaghi che era parso preoccupato per la leziosità dei suoi quando c’era da chiudere il match. Anche perchè il Sassuolo dà segni di vita e sfiora il gol: Politano scappa sulla sinistra, Wallace interviene facendo impennare il pallone, Strakosha prova l’uscita, ma Babacar lo sbilancia. L’arbitro non fischia e l’attaccante del Sassuolo può battere a rete, mancando lo specchio per pochi centimetri. Nella ripresa però la

Lazio chiude i giochi e lo fa ancora con il suo top-player: Felipe Anderson crossa in mezzo dove c’è Milinkovic-Savic, bravo a colpire di testa non lasciando scampo a Consigli.  Undicesimo gol stagionale per lui, nono in campionato. A spezzare ogni sogno di (difficile) rimonta arriva anche l’espulsione di Berardi per una brutta entrata su Radu rivista al Var. Il moto d’orgoglio del Sassuolo porta ad un’occasione per Adjapong che in area calcia di destro senza pensarci due volte ma è bravissimo Strakosha ad allungarsi parando con una mano. Poi è la

Lazio a rimanere in 10 per una gomitata di Marusic a Rogerio ma anche in parità numerica il Sassuolo non ha più né idee né forze per tentare di riaprire il match mentre i biancocelesti risparmiano energie con il Milan di coppa Italia nel mirino e si godono il largo successo

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