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Astori, la Fiorentina rinnova il contratto

di Luana de Francisco
Astori, la Fiorentina rinnova il contratto

Il presidente del Coni Malagò: «Dai Della Valle l’importo alla famiglia». La Procura ha aperto un’inchiesta. Oggi l’autopsia

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UDINE. Potrebbe avere portato in sè una malattia o una disfunzione cardiaca, anche al più approfondito degli esami, che lo ha fulminato nel sonno. Ma potrebbe anche avere ingerito una sostanza, risultata letale. Cosa abbia strappato alla vita Davide Astori, il capitano della Fiorentina trovato morto domenica mattina, in una camera dell’hotel «Là di Moret», e a chi debba essere attribuita la colpa della sua improvvisa scomparsa sarà soltanto l’autopsia a dirlo. L’appuntamento è per le 10, quando la Procura conferirà l’incarico ai professionisti chiamati a dare una spiegazione a un arresto cardiaco che un senso ancora non ha. Non fosse che per i 31 anni, oltre che per la crudeltà dell’addio negato ai propri cari e a quanti, la sera prima, avevano cenato, giocato e scherzato con lui.

Il reato ipotizzato dal pm Barbara Loffredo è l’omicidio colposo. Ma sul registro degli indagati non compare alcun nome. Avviata a carico di ignoti, l’inchiesta cambierà marcia soltanto nel caso in cui l’autopsia dovesse rivelare elementi sufficienti a ipotizzare il coinvolgimento di terze persone. Oppure, in presenza di anomalie nelle cartelle cliniche che i carabinieri hanno già acquisito. È il procuratore capo Antonio De Nicolo a frenare ogni tipo di conclusione. «Il corpo è stato trovato nel letto, in una posizione tale da fare pensare a una persona addormentata – ha riferito –. La stanza era in ordine e non è stato trovato niente, neppure eventuali sostanze sospette, che faccia pensare a una ricostruzione diversa da una morte per causa accidentale. Ma si trattava di un ragazzo di 31 anni, atleta professionista, monitorato costantemente da uno staff medico (le ultime analisi e l’elettrocardiogramma risalgono a mercoledì ndr) ed è dovere accertare se sia deceduto per una tragica fatalità, che nessuno avrebbe potuto impedire, oppure se qualcuno non abbia saputo percepire i segnali di una malattia o se gli siano state date sostanze collegabili all’arresto cardiaco». Tutte ipotesi “astratte”, precisa il magistrato, che non esclude una rapida archiviazione del procedimento, così come l’eventuale formulazione di accuse di responsabilità medica.

Proprio com’era successo per il decesso di Fabio Zuccheri, il portiere di Crauglio colto da un malore fatale il 5 agosto 2015, all’età di 20 anni, durante il primo allenamento sul campo di Sevegliano in Friuli. Ritenendo percorribile la strada di una sottovalutazione dello stato di salute del giovane, la Procura aveva indagato i due medici liguri che avevano rilasciato al calciatore il certificato d’idoneità sportiva e il presidente del Sevegliano, salvo poi accertare l’assenza di responsabilità penali e chiedere l’archiviazione per tutti e tre.

Il quesito che il pm sottoporrà stamani ai consulenti sarà «quanto più ampio possibile». In pista, il medico legale udinese, Carlo Moreschi, che domenica aveva eseguito l’ispezione esterna, e il professor Gaetano Thiene, ordinario di Patologia cardiovascolare a Padova, esperto di morte improvvisa giovanile. L’obiettivo è concludere le operazioni oggi stesso. È stata la famiglia a fissare per giovedì, alle 10, nella Basilica di Santa Croce, a Firenze, i funerali. Per chi vorrà salutare il giovane viola la camera ardente sarà allestita domani, a Coverciano. «Un gesto molto apprezzabile quello di Diego e Andrea Della Valle che hanno rinnovato il contratto di Astori, l’importo che sarà devoluto alla compagna e alla figlia». Lo ha detto Giovanni Malagò, commissario della Lega serie A.

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