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Modena, il futuro tra asta e bando

Modena, il futuro tra asta e bando

All’adunanza dei creditori (21 marzo) novità sul marchio, in aprile tutti in Comune 

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Passano i giorni ma, nonostante la fretta palesata dal neonato Modena Fc 1912, sull’asta per il marchio del Modena Fc fallito ancora non si registrano novità. Curatore Trenti e stimatore Borsari sono ancora al lavoro per redigere l’inventario, cercando di recuperare quanti più beni di proprietà del vecchio club canarino sia possibile reperire, ed è sempre più probabile che le prime novità sul fallimento e sulla fase delle vendite giudiziarie arrivino proprio mercoledì 21 marzo, quando tutti i creditori si troveranno in Tribunale per l’esame dello stato passivo, tappa fondamentale della procedura fallimentare. A quel punto, essendoci in mezzo anche Pasqua, è altrettanto probabile che l’asta per il marchio non avvenga prima del bando del Comune, quell’avviso pubblico attraverso il quale il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e l’assessore allo sport Giulio Guerzoni intendono verificare progetti, risorse delle varie cordate prima di passare alla concessione di utilizzo dello stadio Braglia e al conseguente “accreditamento” da spendere in Figc per essere insigniti del ruolo di nuovo Modena, ripartendo dalla serie D. Al momento, a parte la società composta da sette imprenditori che si è affidata all’avvocato Samorì per la sua costituzione, nessun altro candidato è uscito allo scoperto ed è ipotizzabile che resti nell’ombra proprio fino al bando del Comune. Ma il Modena Fc 1912 è intenzionato a sfruttare il suo gioco d’anticipo e a trasformarlo in vantaggio concreto per restituire il calcio ai modenesi: il progetto triennale è già pronto, 800mila euro sono stati versati sul conto corrente ed è stato individuato il budget per acquistare marchio e cimeli all’asta.

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