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I resti del Modena ora fanno gola

I resti del Modena ora fanno gola

Il Mammut Club potrebbe interessare anche ad altri oltre al gruppo Samorì che ha fretta di acquistare il marchio

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Il fallimento del Modena Fc non c’entra nulla con il Modena che verrà, questo è vero, ma ci sono almeno due beni del vecchio club canarino che fanno gola – e non poco – a chi si sta candidando per rifondare il nuovo Modena, a partire dal neonato Modena Fc 1912: da una parte marchio e cimeli, dall’altra il Mammut Club di via Ghiaroni, che Antonio Caliendo aveva conferito in estate nella società gialloblù per cercare di salvarsi da un fallimento poi arrivato inesorabilmente. L’avvocato Gianpiero Samorì, che ha curato le pratiche legali della costituzione di Modena Fc 1912, lo ha già detto pubblicamente nel corso della trasmissione di TvQui: «Il gruppo che ho seguito vuole acquistare il marchio all’asta, ad una cifra ragionevole, come segno imprescindibile di continuità con i 105 anni di storia del Modena Fc. Anche il Mammut è un bene molto interessante: se ristrutturato come si deve, aprendolo gratuitamente per le gare delle formazioni giovanili non solo calcistiche, potrebbe diventare un centro di altissimo livello». L’unica certezza della società Modena Fc 1912, in attesa di sapere nomi e cognomi dei sette soci che la compongono, al momento pare dunque essere questa. Il Mammut, il cui valore commerciale è stato stimato in poco più di tre milioni con una perizia effettuata la scorsa estate, potrà vedere molti altri soggetti interessati, anche ovviamente slegati ad interessi sul Modena calcio. Di sicuro, però, negli ultimi anni le parole Modena e Mammut hanno viaggiato sempre su un binario unico, come se uno non potesse fare a meno dell’altro anche quando di mezzo non c’è Antonio Caliendo. Il discorso relativo a marchio e cimeli, che come il Mammut Club finiranno all’asta giudiziaria, è invece più delicato: qui non c’è in ballo il valore economico, nemmeno un titolo sportivo garantito, ma storia e sentimenti da salvaguardare. Giorno dopo giorno appare sempre più probabile che l’asta per questi beni si svolga dopo gli incontri di inizio aprile tra il Comune e le cordate interessate a far rinascere il club canarino. E, dopo aver aspettato quattro mesi dal giorno del fallimento, è giusto e logico sia così per cercare di tenere il più lontano possibile eventuali speculatori. In questo modo, con una società probabilmente già accreditata dal Comune, anche marchio e cimeli finiranno dove naturalmente dovrebbero finire. Non vanno esclusi tentativi a sorpresa anche in quest’ultimo caso, ma chi se ne rendesse protagonista si metterebbe tutta la piazza contro. L’adunanza dei creditori per l’esame dello stato passivo, fissata alle 9,30 di mercoledì 21 marzo in Tribunale davanti al giudice delegato Laura Galli, sarà forse l’occasione giusta per conoscere dal curatore fallimentare Claudio Trenti a che punto sia l’inventario dei beni del Modena Fc fallito e verosimilmente quando di passerà alle vendite giudiziarie, finalizzate proprio alla maggior soddisfazione dei creditori. (m.c.)

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