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Bruno: «Azimut, serve saper soffrire per battere tutti»

di Francesco Cottafava
Bruno: «Azimut, serve saper soffrire per battere tutti»

«Quando spiego che voglio rimanere a Modena non lo dico tanto per dire, però ci sono altri fattori che emergono» 

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Prosegue senza sosta la preparazione di gara 2 contro Milano da parte dell'Azimut, intenzionata a vincere sul campo di Busto Arsizio e volare con una partita di anticipo in semifinale. Bruno ha spiegato come l'unico obiettivo di Modena rimanere quello di arrivare fino in fondo, poi il palleggiatore ha parlato anche del suo futuro e del grande allenatore brasiliano Bebeto, scomparso martedì. Bruno, i playoff dell'Azimut sono partiti con un match sofferto ma alla fine vinto.

«Nei playoff non ci sono più in palio i punti, l'unica cosa che conta è vincere. Sappiamo che Milano è una squadra con una grande capacità tecnica e tattica, in più ha un ottimo allenatore. Nei primi tre set e nel tiebreak abbiamo espresso una buona pallavolo, mentre nel quarto parziale sono andato un po' in difficoltà nella distribuzione e abbiamo sprecato tanti contrattacchi. Gara 1 era la più importante, la Revivre adesso avrà un po' di pressione e giocherà meno sciolta».

Buone notizie arrivano dal gruppo, per la prima volta in palestra ci siete quasi tutti.

«Mazzone è tornato ad allenarsi con noi già da martedì. Sono notizie che ci danno fiducia, abbiamo già visto che avremo bisogno di tutta la rosa. In gara 1 è stato decisivo Swan Ngapeth; Bossi, come è successo due anni fa, ha iniziato i playoff da titolare e ha fatto il suo».

Hai parlato con i tuoi compagni prima dell'inizio dei playoff?

«Giovedì scorso abbiamo cenato tutti insieme, la parola che è uscita più spesso è stata “resilienza”. E' la capacità di soffrire e tenere duro. Noi ci siamo riusciti come squadra, nonostante l'anno pieno di infortuni e problemi. Abbiamo dimostrato che possiamo battere chiunque e crediamo fortemente di poter arrivare fino alla fine di questi playoff».

Si è mosso qualcosa per quanto riguarda il tuo futuro?

«Quando spiego che voglio rimanere a Modena anche il prossimo anno non lo dico tanto per dire. E così anche gli altri giocatori che lo hanno dichiarato. Però ci sono altri fattori che emergono, anche i piani di Modena che prova a muoversi. Sono situazioni che sfuggono al nostro controllo. Quest'anno il mercato si sta muovendo più rapidamente del solito, ma io voglio vincere e onorare questa maglia finché starò a Modena».

Qual è il tuo personale ricordo di Bebeto?

«Ne ho tantissimi, fin da piccolo. Quando mio padre allenava a Perugia, venivamo spesso a casa sua a Parma perché lui è stato il primo allenatore di mio padre. Le nostre famiglie sono molto unite. Bebeto è una delle tre persone più importanti per lo sviluppo della pallavolo brasiliana. Ha portato una mentalità ed un gioco spumeggiante, la voglia di vincere ogni partita. E' sempre stato sincero, lottava per il volley e per lo sport in generale contro dirigenti che ricoprivano ruoli più importanti. Non si è mai tirato indietro, è stato un grande esempio. Ha lasciato un segno indelebile anche in Italia, l'ultimo mondiale vinto porta la sua firma».

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