Calabro: «Che match Abbiamo giocato come sappiano fare»
Il mister soddisfatto: «Sono contentissimo della squadra Voglio ringraziare chi ha spalato il campo e lo stadio»
CARPI. Il suo Carpi non prende gol da 393 minuti, quota 50 si avvicina a grandi passi e i play off sono a portata di vista. Tutti motivi che portano il sorriso sul viso di mister Calabro: «Era una partita che dovevamo affrontare da Carpi – ha detto il tecnico – perché noi non possiamo fare punti senza le nostre prerogative. Se avessimo sottovalutato l’avversario, giocando con arroganza e mettendo in campo cinque punte, il risultato non sarebbe stato questo». Di punte, a dire il vero, non ce n’erano nemmeno due. Merito della conferma di Sabbione in un ruolo di raccordo tra la trequarti e il centrocampo: «La scelta di Sabbione non era una sorpresa perché aveva già fatto molto bene e con la mancanza di Jerry avevamo bisogno di prendere metri. Sabbione, pur con caratteristiche diverse, ce lo permette». La dedica della vittoria è però del tutto inaspettata: «Alla squadra di spalatori di Luca Loschi che ha pulito tutto il Cabassi. Senza di loro non si sarebbe potuta giocare la partita, e quindi il merito di questa vittoria è anche loro». Ora sarà difficile continuare a tenere il mirino sulla salvezza, ben oltre la distanza di sicurezza: «A me non interessa a che obiettivi pensa la squadra. A me interessa che i ragazzi sappiano che noi possiamo fare punti solo mettendo in campo determinate caratteristiche tipiche delle squadre umili. Poi la squadra può pensare anche alla Champions o all’Europa League, ma ogni partita la deve affrontare in questo modo. Quando dicevo che era la partita più difficile della stagione era proprio per passare il messaggio dell’umiltà, per avere undici giocatori che corrono e una panchina che gioca insieme a loro. Non possiamo pensare di essere diventati bravi e magari giocarcela con leggerezza con le sette-otto che sono davanti a noi». Sentimenti opposti sul fronte della Pro. Dopo sette partite consecutive, Grassadonia sente nuovamente il sapore della sconfitta: «Abbiamo ripetuto il primo tempo di Cesena, con molte disattenzioni e errori grossolani, come nel caso dei loro gol. Il secondo, che non voglio neanche commentare, ci ha definitivamente tagliato le gambe. Quando conosci determinate caratteristiche degli avversari e le subisci, vuol dire che non hai avuto l’approccio giusto alla gara. Il primo gol era evitabile, ma siamo stati lacunosi». (f.g.)
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