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Reggio, marcia anti Mapei Sassuolo: «Soldi o sfratto»

di Paolo Seghedoni
Carnevali e Squinzi
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Carnevali e Squinzi

Oggi manifestazione dei tifosi granata sulla questione dello stadio ex Giglio. Ma la proprietà neroverde non recede e pretende il pagamento dell’affitto  

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SASSUOLO L’ennesima puntata della querelle tra la Mapei (e, dunque anche se non in modo diretto, il Sassuolo) e la Reggiana. Oggi i tifosi granata (guidati dai gruppi organizzati Teste Quadre e Gruppo Vandelli) si ritrovano alle 16 al Mirabello per poi sfilare verso il centro della città del tricolore. Obiettivo manifestare solidarietà a Mike Piazza e alla società granata e chiedere al Comune di Reggio Emilia, pure non esente da responsabilità secondo i tifosi della Reggiana, di farsi da mediatore nella vicenda. In buona sostanza andrà in scena una marcia contro la Mapei che, dal canto suo, sta finendo la pazienza. Non contro i tifosi della squadra di Reggio, naturalmente, ma contro la società guidata dall’italo americano Piazza. La Mapei, infatti, ha fatto pervenire una lettera molto esplicita alla Reggiana, una missiva che lascia poco spazio a interpretazione, dopo quella di qualche settimana fa che già aveva messo i classici puntini sulle i. La Mapei, proprietaria dello stadio omonimo, dà un vero e proprio ultimatum alla Reggiana: o la società granata inizia a rientrare del proprio debito, saldando una rata da 80mila euro entro la fine di marzo, oppure la società di Giorgio Squinzi darà corso in sede giudiziaria al recupero del credito maturato e in corso di maturazione. La Mapei va anche oltre: dopo le interviste di Piazza e della moglie, infatti, la società milanese si ritiene denigrata e sia il Gruppo Mapei che la società controllata Mapei Stadium si riservano di adire alle vie legali. Nella lettera inviata da Mapei alla Reggiana, inoltre, si evidenzia come la proposta fatta dalla Reggiana stessa per il piano di rientro non sia ritenuta accettabile (l’idea della società granata era anche di inserire sponsorizzazioni a copertura di una parte del debito) e così pure la Mapei non ritiene idonea la richiesta di rivedere il contratto per l’affitto del Mapei Stadium perr il futuro, considerando l’offerta troppo bassa. Da una parte dunque c’è la Reggiana e i suoi tifosi che ritengono un diritto giocare nello stadio cittadino, dall’altra la Mapei che, forte dell’acquisto e delle ingenti spese per ristrutturare e riammodernare l’impianto, non sentono ragioni. La sensazione è che, anche questa volta, la partita non sia finita e ci saranno altre puntate di questa autentica querelle.

 

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