De Canio non ci sta: «Sconfitta in giusta» E i tifosi lo beccano
Mister De Canio non ci sta. Torna al Cabassi dopo 21 anni e, dopo averci riflettuto dice la sua. Non sono parole scontate: « La prima giornata di ritorno di quella stagione, il 18 gennaio 1997, con...
Mister De Canio non ci sta. Torna al Cabassi dopo 21 anni e, dopo averci riflettuto dice la sua. Non sono parole scontate: « La prima giornata di ritorno di quella stagione, il 18 gennaio 1997, con mia madre morta alle 6 di mattina, io sono partito e sono andato in panchina per Carpi-Monza 0-1, e purtroppo perdemmo anche quella. Ma volevo continuare a sognare la promozione. Perché avrei dovuto venderla? Questa gentaglia non sa nemmeno il mio premio promozione, e dovrebbe andare a vedere l’estate precedente quale era la considerazione che sia aveva del Carpi e del Monza. L’anno prima avevamo venduto Cancellato e durante la stagione due giocatori importanti. Non si può accusare una persona solo per sentito dire». La ferita non si è ancora rimarginata e il tecnico lo ha capito bene già all’ingresso in campo quando la curva del Cabassi, lato Guidati dal Lambrusco, srotola un paio di striscioni: “Bentornato mister: noi non dimentichiamo”. Di contorno, un simbolo poco educato rubato dalla grafica di “whatsapp”. (f.g.)
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