Nuovo Modena, è la settimana delle grandi manovre
Il gruppo Samorì giovedì si toglie ufficialmente i veli Quello di Amadei e Sghedoni posa la prima pietra
Il gruppo Samorì si presenta, quello di Amadei e Sghedoni posa la prima pietra. E’ una settimana importante per la rinascita del Modena quella iniziata dopo Pasqua perchè i due gruppi che si sono dichiarati pronti a ricostituire il calcio in città stanno per compiere mosse ufficiali. Il Modena FC 1912, la società già costituita da sette soci legati a Gianpiero Samorì, giovedì si toglierà i veli mostrando volti e nomi dei sostenitori dell’operazione. Cinque sono modenesi, due, ex calciatori, di fuori città. Nel primo gruppo si può annoverare Maurizio Setti, imprenditore carpigiano presidente e proprietario del Verona Calcio, che ha rotto gli indugi confermando di far parte della società - rappresentata dall’amministratore unico Antonio Tazzioli e per quanto riguarda i soci da Carlo Alberto Bulgarelli - anche se inizialmente con una quota vicina al 5%. Il Modena FC 1912 ha già versato 800mila euro per far partire il primo anno del nuovo Modena, se il Comune gli darà il gradimento, ma l’impegno finanziario che i soci si sono assunti è per tre stagioni.
Rientrato in Italia Romano Sghedoni anche il gruppo sostenuto da mister Kerakoll e Romano Amadei è pronto a fondersi in una società di cui faranno parte, oltre a Sghedoni e Amadei, due amici dell’ex presidente della serie A e Carmelo Salerno. Un’operazione che vede Doriano Tosi in regia e che diventerà concreta tra oggi e domani.
Entrambi i gruppi stanno lavorando per farsi trovare pronti e legittimare le proprie credenziali in vista del bando comunale del 24 aprile, a cui farà seguito l’esame delle proposte avanzate da parte di una commissione e quindi la scelta del sindaco Muzzarelli.
Che potrebbe trovarsi di fronte anche altre opzioni tra cui quella legata a Luca Toni e quella della Rosselli Mutina se Galassini e Morselli decideranno di correre da soli e non riavvicinarsi al gruppo Amadei-Sghedoni o entrare nel mirino di chi, come Stefano Bonacini, sta seguendo le vicende canarine dalla terra dei Pio.
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