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Sassuolo Calcio

Sassuolo, è un pareggio che vale come una vittoria

di Stefano Aravecchia
L'esultanza di Cassata
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L'esultanza di Cassata

Neroverdi “eroici”: in 9 contro 11 agguantano il Chievo al 95’ con Cassata

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VERONA. Talvolta il calcio regala situazioni folli, con la realtà capace di superare la fantasia. Per spiegare cos’è successo partiamo dalla fine. Chievo avanti di un gol e di due uomini per le espulsioni di Adjapong e Magnanelli.Non è una partita qualunque, ma uno scontro salvezza fondamentale. Nonostante la doppia inferiorità numerica il Sassuolo si butta avanti con la forza della disperazione: al quinto dei sette minuti di recupero concessi dall’arbitro, Cassata si incarica di una punizione dalla sinistra, la porta clivense è lontanissima e il centrocampista neroverde non può far altro che buttarla in area. Ma nessuno, tra compagni e avversari, interviene sul pallone che si insacca in modo beffardo alle spalle dell’esterrefatto Sorrentino. Quelli del Sassuolo esultano per un pareggio che vale come una vittoria, per il Chievo una mazzata dura da digerire. La grave colpa dei clivensi è quella di non aver saputo gestire una gara sbloccata nell’unica occasione creata, né sfruttare tutte le situazioni favorevoli godute durante il match. Partendo dall’espulsione di Adjapong dopo nemmeno mezzora, passando per il rigore prima concesso e poi tolto da Tagliavento ai neroverdi ad inizio ripresa fino al secondo rosso di Magnanelli nel finale. Eppure il Sassuolo è riuscito a raddrizzarla, con tanto cuore e un pizzico di buona sorte. Un pareggio che fa classifica e consente agli uomini di Iachini, al quarto risultato utile consecutivo, di guadagnare un altro punticino sulla zona retrocessione, ora lontana 5 lunghezze.

Adjapong irruento

Iachini si affida ancora al 3-5-2. In difesa seconda presenza stagionale dal 1’ per Dell'Orco, in mezzo torna Magnanelli con la novità Cassata preferito a Mazzitelli, davanti la coppia Berardi e Babacar. Dunque panchina per Peluso, Sensi e Politano. Il Chievo è squadra esperta e scorbutica che va affrontata con rispetto. Il Sassuolo ha un buon approccio con Babacar a sprecare una ghiotta occasione (sinistro alto a tu per tu con Sorrentino) dopo appena un paio di minuti. L’attaccante senegalese non entra in partita, con Berardi costretto a fare tutto (o quasi) da solo. Poco prima della mezzora l’episodio che condiziona il match: Adjapong entra a gamba tesa su Sorrentino, Tagliavento opta per il cartellino giallo, poi decide di dare un’occhiata al VAR. Rivedendo il contatto l’arbitro torna sui suoi passi ed espelle Adjapong. Decisione che ci può stare per l’irruenza e la pericolosità dell’intervento del 98 neroverde. Il Chievo non approfitta della superiorità numerica, i ritmi della gara restano bassi, solo nel recupero del primo tempo provvidenzale chiusura di Dell’Orco su Stepinski.

VAR ancora protagonista

VAR determinante nel correggere Tagliavento anche in apertura di ripresa. Traversone di Lirola dalla destra, Gamberini la tocca con un braccio secondo l’arbitro, che assegna un rigore a favore del Sassuolo. Babacar va sul dischetto, ma Tagliavento si consulta col VAR che anche stavolta lo induce a tornare suoi suoi passi: il gomito di Gamberini è “nell’ingombro” del corpo, dunque non è rigore. Che proprio non sia giornata per il Sassuolo se ne ha la conferma al 65’ quando si fa male Berardi. Poco prima era uscito un inguardabile Babacar, ingiustificatamente nervoso al momento del cambio, sostituito da Politano.

Piove sul bagnato

Per completare il quadretto di un pomeriggio così sfortunato manca il gol del Chievo che arriva al 72’: cross dalla destra di Cacciatore, deviato da Missiroli, su cui Pellissier non riesce ad intervenire. Il pallone, complice uno strano rimbalzo, diventa quindi buono per Giaccherini che con un piatto destro supera Consigli e fa 1-0.

Finale incredibile

Il Sassuolo sotto e in dieci prova a buttarsi in avanti, anche se si fa tradire dal nervosismo. In particolare Magnanelli che, già ammonito, all’84’ si fa buttare fuori dopo un evitabile fallo a centrocampo. La doppia inferiorità numerica illude il Chievo, comunque protagonista di una prova incolore, che la pratica sia archiviata. E invece nel calcio mai dire mai. Prima Ragusa spaventa Sorrentino con un fendente che esce per una questione di centimetri, poi al 95’ il già descritto pareggio di Cassata.

 

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