Nicchi denuncia: «Arbitri minacciati di morte»
ROMA. Arbitri sotto attacco, minacciati di morte e a rischio tagli. A lanciare l'allarme il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, che assieme al vicepresidente Narciso Pisacreta e al designatore di...
ROMA. Arbitri sotto attacco, minacciati di morte e a rischio tagli. A lanciare l'allarme il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, che assieme al vicepresidente Narciso Pisacreta e al designatore di Serie A, Nicola Rizzoli, è stato destinatario di una serie di buste con proiettili recapitate, circa dieci giorni fa, nella sede dell'Associazione arbitri e su cui è in corso un'indagine per minacce aggravate da parte della Procura di Roma. «Rizzoli e io siamo stati minacciati con pallottole arrivate nelle buste» la denuncia di Nicchi. Sullo sfondo, la contestazione dei tifosi della Lazio per i presunti torti subiti in Lazio-Torino e per i quali alcune settimane fa c'è stato un sit-in di protesta davanti alla sede della Federcalcio mentre gli arbitri Giacomelli e Di Bello, direttore di gara e responsabile Var, dovranno comparire in tribunale citati in giudizio da 11 fan biancocelesti. L'accusa è anche a certi media: «C'è un giornalista professionista che in una trasmissione ha affermato: 'Hanno dichiarato guerra a un popolo e in guerra non si va suonando lo zufolo, si va sparando. Bisogna sparare agli arbitri e non permettere loro di arbitrare. Questa è la conseguenza», sottolinea Nicchi, spiegando che il responsabile di questa frase è stato «regolarmente denunciato». Da quella protesta dei tifosi laziali, Nicchi si aspettava una presa di posizione più dura da parte della Figc e invece «non c'è stata una parola da parte di nessuno».
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