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Emozioni azzurre con super Fognini L’Italia è in gioco

di Paolo Rossi
Emozioni azzurre con super Fognini L’Italia è in gioco

Genova: 1-1 con la Francia dopo la prima giornata Seppi sfiora l’impresa ma cede. Oggi c’è il doppio

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GENOVA . Yannick Noah aveva predetto alla vigilia che non sarebbe stata una sfida Fognini-Francia, ma Italia-Francia. Si sbagliava. La prima giornata del match di Coppa Davis giocata ieri a Genova ha detto l’opposto. La nazionale di tennis azzurra non può prescindere dal ligure, e forse il ct francese, Noah, lo sapeva benissimo e ci ha un po’ giocato. Siamo sull’1-1: Fabio Fognini ha pareggiato la sconfitta di Andreas Seppi che, contro il n. 1 francese Lucas Pouille, ha ceduto 6-3, 6-2, 4-6, 3-6, 6-1 dopo aver illuso i tifosi di poter rimontare i primi due set.

«Un calo fisico nel quinto? Ma no, mi è scappato via sul 2-1 da 40-15 e ha preso maggior sicurezza. Non dovevo farlo scappare. Vero, nel terzo e quarto ho speso energie ma nel quinto stavo bene. È stato bravo lui nel set decisivo» ha detto Seppi, entrando poi nel merito dell’analisi. «La questione è che all’inizio ho giocato troppo da superficie veloce, troppo sull’uno-due. Quando sono riuscito ad avere più pazienza e a giocare da terra sono rientrato in partita. Nel terzo e quarto set ho giocato tanti rovesci lungo linea che lo hanno messo in difficoltà, nel quinto forse non ci sono più riuscito, ma lui è un giocatore di valore in ottimo stato di forma».

Resta il tabù Genova, per l’altoatesino, che non è mai riuscito a far benissimo nelle sue partite nel capoluogo ligure. «C’è amarezza per il risultato ma anche soddisfazione per la mia reazione. Non giocavo partite da un po’ e fare subito tre set su cinque su terra non è facile. In ogni caso le sensazioni positive restano, al di là del risultato di oggi anche in vista dei match futuri».

Forse l’esito del suo match ha influenzato psicologicamente Fognini. Nel primo set contro Jeremy Chardy, sullo 0-1 Italia-Francia, l’azzurro non sembrava in spolvero, nonostante le tante occasioni di portarsi in vantaggio, tanto da dover rimontare un 2-5 per certi versi anche sorprendente. Poi, con un guizzo d’orgoglio, Fognini riapparigliava il match ma si smarriva nel tie-break.

Dubbi e paure in tribuna, ma Fognini rimediava nel secondo set ottenendo sette game di fila e guadagnando sullo slancio anche il terzo set, con un doppio 6-2. Soprattutto era il suo gioco a convincere il pubblico, con Chardy che cercava di aggrapparsi a servizio e dritto, gli unici due colpi in grado di far male all’azzurro, che ormai aveva trovato la profondità del campo e il dominio della partita. Il copione sembrava scritto, ma sul 3-0 e 0-40, con tre chance per il 4-0, l’azzurro si rilassava e il quarto set sembrava di nuovo in bilico, con il francese capace di ritrovarsi 3-3. Qui Fognini si ritrovava e, di nuovo teso e concentrato, infilava i tre game di fila che lo portavano al successo dopo tre ore e mezza di gioco.

Quindi qual è la lezione? Fognini è davvero uomo-Davis, un tipo capace di portarsi sulle spalle il peso della responsabilità senza avere paura. Solo un ragazzo di gran cuore, e attaccato alla maglia azzurra, può fare una cosa così. Alla vigilia, a qualche amico stretto, aveva detto di sperare in un 2-0 Italia per potersi risparmiare la partita di doppio, riposarsi e giocarsela «alla grande» contro Pouille nel primo match di domani, domenica. Invece Seppi non gli ha fatto il regalo, e dunque gli toccheranno gli straordinari, come in Giappone, con l’amico Simone Bolelli.

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