Ascoli feroce, il Carpi s’arrende
Monachello colpisce a freddo, Mengoni raddoppia: i biancorossi mancano il salto di qualità
ASCOLI. Per la nona volta da cinque mesi a questa parte, il Carpi perde l’occasione per entrare con due piedi in zona playoff. La squadra di Calabro non riesce nuovamente a superare l’asticella. Anzi, la abbatte malamente sotto gli occhi del patron Stefano Bonacini. L’Ascoli interpreta i 90 minuti in modo incisivo e spietato, trasformando l’odore di salvezza in cattiveria agonistica. Troppa per un Carpi distratto e ferito da Monachello dopo pochi giri di lancetta. Quasi abbattuti da un dardo soporifero, i biancorossi giocano senza bava alla bocca, come invece avrebbe desiderato mister Calabro. Non gli riesce neppure di bloccare il gioco degli avversari perché Verna in posizioni di trequarti non funziona, tanto che lì ci finisce ben presto Garritano. A costare caro sono però due errori da matita rossa. Li commettono Pachonik e Di Chiara, regalando la palla agli avversari dove non si può fare: sulla propria trequarti e al centro dell’area. I playoff rimangono lì a due punti, ma l’asticella sembra essere sempre troppo alta.
VERNA IN TREQUARTI
In avvio, mister Calabro accantona la versione a due punte e ritorna al falso trequartista. Questa volta, viste le assenze di Sabbione, infortunato, e Pasciuti, squalificato, tocca a Verna adattarsi al ruolo. Il centrocampo è invece lo stesso visto contro il Venezia, mentre sulle fasce rientra Di Chiara, con Pachonik a destra. La formazione di Cosmi non si discosta dalle più recenti. E’ disegnata in modo speculare al Carpi, con una linea difensiva obbligata dalle assenze. A centrocampo Buzzegoli, Addae e l’ex D’Urso. In attacco, la corsa al ruolo di spalla a Monachello la vince Varela su Clemenza e Ganz. Per i padroni di casa è la prima di nove finali nella disperata corsa verso la salvezza. Il Carpi cerca punti per poter coltivare il sogno play-off.
LAMPO MONACHELLO
Il “Del Duca” accoglie il Carpi in un clima infuocato. L’appello ai tifosi è stato firmato dagli Ultras ascolani, ha riempito i giornali locali e perfino le dichiarazioni di mister Cosmi. Per questa ragione, Calabro sa che gli avversari partiranno ai cento all’ora e si scopre presto senza contromisure: dopo tre giri di lancetta, Pachonik perde palla sulla trequarti, Monachello la raccoglie, avanza una decina di metri senza che Brosco lo contrasti e lascia partire un sinistro dai 16 metri che si infila incrociando nell’angolino basso alla sinistra di Colombi. Il portiere biancorosso appare in leggero ritardo. L’attaccante ascolano si rifà pericoloso dopo pochi minuti con un tiro fiacco e ancora con un diagonale che sfila a lato di pochissimo. Gioca bene l’Ascoli, mentre il Carpi non trova nessuna misura nella manovra, con Melchiorri sempre lontanissimo dai compagni. L’unica vera occasione, dopo un tiro cross di Garritano, arriva su corner, ma sulla conclusione di Ligi è Agazzi a superarsi. Tutto qui. Calabro inverte anche Verna e Garritano ma di costruire pericoli non se ne parla. Al 34’ problemi per Cosmi, che deve sostituire Pinto, dolorante al ginocchio, con Mignanelli. Non succede quasi nulla fino al 45’, quando un altro errore individuale apre la strada al raddoppio dei padroni di casa: Di Chiara la colpisce di testa rimettendola a centro aera, Mogos raccoglie, capitan Mengoni corregge. Colombi incolpevole ed Ascoli sul 2-0.
MELCHIORRI NEL DESERTO
Il Carpi prova subito a riaprirla con un colpo di testa di Brosco bloccato da Agazzi, ma è solo un’illusione. La partita, infatti, rimane saldamente in mano all’Ascoli, che chiude bene ogni varco e controlla con continui raddoppi Melchiorri. L’attaccante biancorosso è quasi commuovente per la voglia che avrebbe di raddrizzarla da solo. Ci prova due volte sul filo del 25’tagliando l’area senza che nessun compagno intervenga e poi concludendo alto. Per la voglia di strafare finisce con l’arretrare fino sulla trequarti per cercare palle da giocare. Così facendo si allontana dall’area bianconera facendo tirare sospiri di sollievo alla retroguardia marchigiana, spesso costretta a ricorrere a colpi proibiti per fermarlo. A nulla serve il passaggio al 4-4-2 con l’ingresso di Malcore. Monachello e Ganz sfiorano pure il terzo, ma sarebbe stato un premio esagerato anche di fronte al solito Carpi formato black-out.
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