Per il San Felice un crollo che sembra una condanna
La squadra di Galantini, decimata dagli infortuni, si arrende senza lottare sul campo del Nibbiano, a segno tre volte. Giallorossi verso la retrocessione
NIBBIANO. Un San Felice depresso, fisicamente fiacco e ancora una volta falcidiato da infortuni estemporanei viene sottomesso dal Nibbiano&Valtidone, apparso squadra determinata e, come noto agli addetti ai lavori, inidoneo alla classifica medio bassa con cui si è barcamenato in questa stagione.
La sconfitta di ieri in terra piacentina, dove servivano una vittoria e il morale, determina di fatto la retrocessione dei giallorossi in Promozione. La squadra di Galantini, raggiunta e virtualmente superata dal Bibbiano in virtù degli scontri diretti, ora è penultima e quindi retrocederà direttamente. Non servirebbe neppure il terz’ultimo posto in virtù del distacco abissale dalla sestultima (il Pallavicino ieri ha vinto). Per salvarsi , il San Felice dovrebbe raggiungere e superare una tra Salsomaggiore e Fidentina che a quattro giornate dalla fine, hanno sette punti in più.
Si tratta di un’mpresa impensabile per i giallorossi, che nelle ultime 9 partite hanno rimediato 2 striminziati punticini. E non è servito velocizzare la difesa, facendo giocoforza di Cremaschi un centrale difensivo, con Lartey in campo nonostante, dopo il recente lutto, non si allenasse da giorni. Così se nelle altre occasioni, come a Castelfranco, il San Felice era sembrato vivo, sfortunato, ad un passo dalla resurrezione, la Pasqua ha cambiato anche questa lettura. Ieri in campo si è vista una squadra di una, forse due categorie in meno.
Pronti via e al 9’ i piacentini sono già in vantaggio. L’ottimo Mangiarotti non spreca una punizione dai 20 metri, infilando sotto la traversa una deliziosa palla che Baia non riesce a leggere per tempo.
Ci si aspetterebbe una reazione da parte di chi è all’ultima spiaggia, e invece nell’arco dei 90 minuti i sanfeliciani non faranno un solo tiro in porta, sistematicamente anticipati in fase di costruzione offensiva, in un reparto cruciale dove, oltre all’assenza di Traorè a causa della recente morte della madre (la squadra ha giocato con il lutto al braccio), venerdì in allenamento si è fratturato un piede Mazzini, con interessamento dei legamenti. Per di più dopo pochi minuti Baia, ieri al rientro da un lungo infortunio, ha chiesto il cambio, salvo poi stringere i denti e restare tra i pali.
Nel frattempo il Nibbiano raddoppia, cross su una punizione decentrate e Jakimosvki abbatte Casoni e insacca di testa. Il difensore, che già accusava una recrudescenza dell’infortunio che lo affligge da inizio anno, non regge il colpo e poco dopo, al 38’ si renderà necessaria la sostituzione. Ha dell’incredibile, ma lo sostituisce Pelacani, che a sua volta accusa una ricaduta. Così nell’intervallo l’allenatore Galantini decide il cambio del cambio, mandando in campo il giovane Acquafresca.
Il San Felice ci prova con poca convinzione, tanto che in contropiede i piacentini chiudono la pratica. Segna Di Gennaro, che raccoglie la bella ma inutile respinta di Baia e insacca. Ci starebbe il fuorigioco, ma sarebbe cambiato ben poco. Galantini prova la carta Beqiraj, ma il giovane mancino pensa bene di rispondere all’arbitro e si becca il cartellino rosso. Ospiti in dieci e sotto di 3-0. Il taccuino registra solo un’altra bella incursione di Di Gennario, con Baia che evita il poker locale, con un guizzo a tu per tu.
Spogliatoi. Adriano Neri, dirigente accompagnatore del San Felice: «Irriconoscibili - dice - rispetto ad altre recenti e sfortunate prestazioni. Per ragioni morali, per le assenze e per la debolezza fisica di tanti ragazzi alle prese con infortuni evidentemente mai risolti, ci siamo arresi ad una squadra grintosa e capace. Il risultato è giusto. Prendiamo atto di una situazione del tutto compromessa, ma oggi il San Felice, lo dico con rammarico, è esattamente questo».
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