Rabbia Juve, Del Piero contro Buffon
Champions League: il rigore di Madrid. L’ex n.10: «Non capisco il suo sfogo, è sbagliato fare riferimento all’andata»
TORINO. L'ultima serata in Champions League di Gianluigi Buffon non sarà il ricordo migliore del portiere bianconero dopo il suo ritiro. Una prestazione strepitosa nei 90' in campo, è passata in secondo piano prima con l'espulsione, quindi con le pesanti parole pronunciate davanti alle telecamere delle tv alla fine della partita. Uno sfogo senza precedenti per un campione come Buffon, che ha accusato l'arbitro Oliver di essere privo di «sensibilità» di avere «un bidone di immondizia al posto del cuore».
Molti tifosi bianconeri hanno approvato Buffon, tanti le voci critiche, tra queste Alessandro Del Piero. «Parole che ho fatto fatica a comprendere, onestamente - è l'aspro giudizio dell'ex compagno in bianconero e in azzurro -. Non capisco perché si debba fare tanto riferimento alla partita d'andata, il calcio è così e si analizza il momento, bello o brutto che sia». Buffon aveva fatto riferimento al calcio di rigore non concesso a Cuadrado nella gara di andata allo Stadium di Torino, anche allora nelle ultimissime battute della partita, che poteva dare l’1-3. Ma anche alla clamorosa rimonta fino a quel momento operata dai bianconeri, vanificata dall'intervento scomposto di Benatia che ha causato il rigore di Cristiano Ronaldo, l'espulsione per proteste di Buffon e il conseguente sfogo del capitano bianconero.
«Credo che fra qualche giorno dirà delle parole diverse» ha concluso Del Piero, anche se fonti vicine al portiere della Juventus escludono questa possibilità, confermando l'ira funesta del portiere bianconero. Il comportamento di Buffon trova invece la condivisione molto sopra le righe dall'ex portiere bianconero Stefano Tacconi - «Doveva spaccare la faccia all'arbitro» - ma che ha trovato poche sponde nel mondo del calcio.
Buffon che al termine della partita ha ufficializzato il suo addio al calcio a fine anno: «Orgoglioso di essere capitano della Juventus? Da morire, il dispiacere più grande di smettere di giocare è quello, di lasciare questi ragazzi. Però la vita va avanti, spero di aver trasmesso loro qualcosa e spero ne facciano tesoro». Magari togliendo dal tesoro quella piccola ma fragorosa parentesi finale, quelle parole eccessive pronunciate da un campione che nel campo ha ammutolito gli avversari, ma che l’altra sera è andato fuori dalle righe.
«Lo sfogo a caldo va capito», dice un altro ex compagno, Andrea Pirlo che ieri ha presentato la gara di addio al calcio del 21 maggio a San Siro. Ma la punizione Uefa ‘postuma’ è inevitabile. E sarà difficile anche per Buffon prendersi una rivincita, come aveva fatto dopo le critiche per lo svarione in Italia-Spagna del 2016 a Torino. Era ‘risorto’ con parate miracolose a Lione e anche quella volta era sbottato in tv davanti ai microfoni: «Non ho bisogno di sentire gli spocchiosi, che mancano di rispetto alla carriera e allo spessore di una persona. Avevano già fatto il mio funerale, ma non c'è nessuno».
Nulla al confronto delle bordate partite l’altra sera allo stadio Bernabeu di Madrid contro l'arbitro Oliver.
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