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L’Impero Romano degli “eterni ragazzi”

L’Impero Romano degli “eterni ragazzi”

Per la prima volta Sghedoni decide di far parte della proprietà, Amadei  ritorna con entusiasmo: a 80 anni chiedono al sindaco di ricostruire il Modena 

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Mai dire mai, può sempre esserci una prima volta. Ed è quella di Romano Sghedoni che, a 80 anni compiuti il primo febbraio, realizza un suo sogno e anche quello di tanti tifosi del Modena di mettere la sua firma nella storia del Modena. Da sempre Mister Kerakoll, per la sua passione, ma anche per la sua forza economica, è stato l’oggetto del desiderio del popolo gialloblù. Che ha tifato per lui quando, dopo la scomparsa di Gigi Montagnani,

Doriano Tosi gli chiese di accollarsi una così pesante eredità. Ma i tempi non erano maturi e Tosi trovò l’aiuto di Romano Amadei che in due tempi assunse la proprietà del Modena facendo sbocciare il seme piantato da Montagnani fino allo storico ritorno in serie A della Longobarda di De Biasi che restò in paradiso per due stagioni per poi tornare in B. Sghedoni affiancò Amadei come sponsor, ma non entrò nella proprietà.

Il fallimento del progettone Baraldi provocò la fine della partnership tra i due, ma Mister Kerakoll, nell’epilogo dell’era Amadei, continuò a sostenerlo anche da fuori, ma non troppo fuori perchè in quella salvezza conquistata dalla squadra di Apolloni, da Pinardi, Bruno e compagni c’era tanto di mister Kerakoll. Che fu annunciato come futuro socio. Sghedoni e Amadei pronti a giocarsi una grande sfida insieme, progetto che naufragò quando il duo diventò un trio con l’arrivo al tavolo della trattativa di Cpl. Una brusca rottura. Ma su quel tavolo ci fu un rimescolamento delle carte che non piacque a Sghedoni che salutò tutti e chiuse lì la partita.

Romano Amadei restò per un po’ con Cpl, in società e come sponsor, poi abbandonò bruscamente Modena anche perchè colpito precedentemente da una pesante protesta della tifoseria nella sua abitazione di Sorbolo.

L’Impero Romano sembrava non avere più un futuro nel Modena, ma bisogna sempre fare i conti col cuore anche a ottant’anni. Il fallimento del Modena ha rappresentato una ferita per due: bisognava ripartire. Amadei ha messo il piede a tavoletta sull’acceleratore scatenando Doriano Tosi.

Sghedoni ha messo anche il suo sullo stesso pedale lanciando l’auto a velocità tale da sorprendere gli stessi Galassini e Morselli della Rosselli Mutina che erano pronti a salire. Chiedevano un po’ di tempo, ma per Amadei non c’era tempo da perdere. Ci sarà tempo per recuperare almeno così ha dichiarato Carmelo Salerno, il compagno di viaggio del rinato Impero Romano.

Che chiede con tutta la sua forza ed entusiasmo la benedizione dal sindaco per poter ricostruire il Modena. Partono assieme a Carmelo Salerno, ma dopo il bando arriveranno altri tra i quali un’altra bella realtà di Modena, l’Azienda Antonio Giacobazzi e figli. (p.v.)

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