È bufera sui diritti tv Sospeso il bando dopo il ricorso di Sky
I giudici ordinano a Mediapro di attendere fino al 5 maggio Il network: «Prezzi ignoti, ridiscutiamo i ricavi pubblicitari»
ROMA . Diritti tv del calcio, c’è il rinvio. La battaglia per l’assegnazione dei pacchetti messi in vendita dalla Lega per il 2018-’21 si sposta nelle aule giudiziarie. Il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso di Sky sospendendo il bando di Mediapro fino al 4 maggio e dunque la scadenza di sabato 21 aprile, data entro la quale si potevano presentare le offerte, non è più valida.
Già al momento della pubblicazione del bando Sky aveva protestato puntando il dito due elementi critici. Primo: la possibilità di Mediapro, l’intermediario che tratta per conto della Lega calcio, di gestire la raccolta pubblicitaria, offrendo un prodotto chiavi in mano agli operatori e limitandone di fatto l’autonomia. Secondo: l'assenza nel bando dei prezzi minimi per gli operatori.
«Il bando di MediaPro per l’assegnazione dei diritti televisivi del campionato di calcio della aerie A – ha fatto sapere ieri Sky – solleva così tante perplessità da rendere necessario verificarne la legalità prima di presentare importanti offerte. Vogliamo continuare a garantire agli abbonati un prodotto di qualità, nella piena libertà e autonomia giornalistica e editoriale in un sistema non discriminatorio e di libera concorrenza fra gli operatori».
Occorre ricordare che sono 7 pacchetti con cui Mediapro mette in vendita i diritti tv della serie A. Non ci sono particolari esclusive per prodotto e, come denuncia Sky, non sono svelati i prezzi minimi, che verranno comunicati solo al momento dell'apertura delle offerte, per stimolare l'asta. Inoltre un operatore può acquistare pacchetti per più di una piattaforma.
Nel dettaglio il pacchetto A contiene tutte le 380 partite per la piattaforma satellitare, il B1 248 per il digitale terrestre, e il B2 132 per la stessa piattaforma. Agli operatoti Ott sono destinati C1 (380 gare) e C2 (248), che però non possono essere assegnati entrambi. Per la piattaforma Iptv il pacchetto D1 da 248 partite e il D2 da 132. Ciascun prodotto audiovisivo ha 270 minuti di produzione, con pre e post partita. Gli spazi pubblicitari, l’altro punto sgradito a Sky, sono commercializzati da Mediapro. Il rinvio deciso ieri dai giudici di Milano («In considerazione dei valori economici e anche sociali in gioco serve una definizione rapida di qualsivoglia controversia fra le parti» il seccato commento della Lega calcio) rischia di creare molte tensioni. Mediapro («L'unico che sarà danneggiato è il calcio italiano, non crediamo che situazioni come questa siano buone per la sua immagine e stabilità» la stizzita reazione) entro il 26 aprile deve presentare la fideiussione da 1,2 miliardi di euro alla Lega e per fine mese si dovrà capire se davvero l’intermediario spagnolo e la Lega puntano ad allestire in pochi mesi un canale tematico dei presidenti della squadre di serie A.
Nei giorni scorsi Sky ha fatto sapere di essere al lavoro su una «offerta importante», che difficilmente si limiterà alla piattaforma satellitare, mentre Mediaset ha definito il proprio approccio «opportunistico» e potrebbe concentrarsi su prodotti in chiaro come la coppa Italia, trofeo tradizionalmente caro alla Rai e per i cui diritti la tv di Stato ha pagato 22 milioni negli ultimi tre anni. Una cifra che la Lega conta almeno di raddoppiare.
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