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Santi: «La Veloce puntava alla Coppa Disciplina...»

Santi: «La Veloce puntava alla Coppa Disciplina...»

Il tecnico fiumalbino racconta l’impresa al ritorno in Figc dopo 5 anni di Amatori «L’obiettivo è cambiato col passare dei mesi. La palestra ci ha salvato dalla neve»

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La prima promozione della stagione, quella de La Veloce Fiumalbo in Seconda con 90’ di anticipo, è di quelle storiche: perchè ottenuta da una squadra al rientro in Federazione dopo cinque anni di Amatori Csi, e da una società espressione del Comune più lontano e forse più… nevoso di tutta la provincia. “In tutto il ritorno abbiamo giocato sul nostro campo la prima partita e, l’altro ieri, l’ultima”, rivela Marco Santi, il tecnico protagonista dell’impresa, alla dodicesima promozione tra allenatore e giocatore. A lui il compito di raccontarcela. “Partirei - spiega Santi - dal progetto complessivo di carattere polisportivo che coinvolge bambini e bambine del paese avviato un paio d’anni fa dalla società e di cui sono il responsabile, tanto che mi sono dovuto occupare anche di danza classica… Un’idea di società con un suo stile e una sua identità, di cui la squadra di calcio maggiore voleva essere il modello. Quando l’estate scorsa quel gruppo di giocatori sui 25 anni che avevano iniziato la scuola calcio con me da bambini piccoli mi ha chiesto di guidarli nel ritorno in Terza, puntavamo a vincere la Coppa Disciplina, non il campionato. Non so se ce la faremo, perchè quando le cose si sono fatte serie qualche sanzione l’abbiamo avuta… All’inizio, pur integrati da tre-quattro esperti, non coprivamo neanche bene tutti i ruoli, ma i ragazzi sono stati bravissimi ad adattarsi, così come io ho rinunciato a una mia idea di calcio per valorizzare al meglio ciò che avevo a disposizione. Ho ben presto capito che noi in campo mettevamo un cuore, un’identità,un attaccamento alla maglia che altri non avevano. Credo che questo campionato l’abbia vinto non la squadra più forte, ma la più brava sì”.

Un capitolo a parte lo meritano i mesi invernali, quest’anno duri come non mai. “Coi giocatori - parla ancora Santi - abbiamo preso una decisione, assieme perchè non sono mai staio per loro un allenatore-capo, ma una sorta di fratello maggiore: puntare su allenamenti duri in palestra , perchè se nella sosta forzata cI fossimo limitati a dei ‘calcetti’ al momento di riprendere avremmo di sicuro preso delle batoste. Li ho torchiati davvero in un modo che io da giocatore forse non avrei accettato; loro l’hanno fatto, e sono stati premiati”.

Giacomo Molteni

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