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Il Carpi deve inchinarsi al Perugia

di Fabio Garagnani
Il Carpi deve inchinarsi al Perugia

Di Carmine colpisce nel primo tempo, poi Gustafson. Concas accorcia, ma è troppo tardi

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CARPI. L’asticella playoff rimane sempre troppo alta. Il divario col Perugia, pure quello, assolutamente incolmabile. Non bastavano le cinque sberle prese all’andata: il Grifo voleva tutto, e al Cabassi s’è preso ciò che restava. Questa volta, perlomeno, il Carpi non è stato solo spettatore, ma ha addirittura sfiorato la rimonta nei minuti finali, poco dopo il gol di Concas. Nel mirino finisce un intervento di Mustacchio su Garritano nell’area umbra. Sembra rigore, ma l’arbitro lascia correre. Lo scontro diretto, allontana la zona play-off. Ora, per evitare di scendere più in basso, Poli e compagni dovranno cercare il risultato al Tardini, intrufolandosi come guastatori nella lotta per la Serie A diretta. Impresa complicata, ma serve a dare un senso al finale di campionato.

SI RIVEDE SABBIONE

Le condizioni non perfette di Brosco e Ligi costringono mister Calabro a spostare Pachonik al centro della difesa e a schierare Calapai a destra. Dalla parte opposta, Pasciuti è preferito a Di Chiara. Il centrocampo è terra di conquista per chi ha riposato contro il Brescia: Jelenic, Mbaye e Verna. Sabbione rientra invece nel ruolo di “sottopunta” alle spalle di Melchiorri. Per il tecnico biancorosso è la 34esima formazione in 36 gare. Nell’undici umbro la novità più importante riguarda il rientro dalla squalifica dell’ex Bianco, che riprende posto in mediana. Accantonato momentaneamente l’esperimento “Diamanti più due attaccanti”, Breda propone comunque una formazione a trazione anteriore a partire dal ficcante Buonaiuto nel ruolo di mezzala, da Mustacchio e Terrani (che vince il ballottaggio su Germoni) sugli esterni. In difesa, rispolvera Belmonte, preferito a Dellafiore per tamponare Melchiorri. A dirigere il match c’è Antonio Di Martino di Teramo. Con lui al fischietto, né Carpi (2 precedenti) né Perugia (3) sono mai riusciti a vincere in Serie B.

DI CARMINE FA 18

All’ingresso in campo sono applausi per Bianco, indimenticato capitano del Carpi di Castori. Il Perugia decide di aspettare nei primi minuti: si rifugia nella sua metà campo, rinuncia al possesso e si limita a controllare la sterile pressione dei padroni di casa. Poi, pian piano, aumenta i giri, si fa prima pericoloso con Mustacchio e Cerri poi trova il vantaggio quasi senza che il Carpi se ne accorga. Di certo, nessun biancorosso intuisce che in campo il Perugia sta applicando uno schema semplice semplice su punizione: Buonaiuto è libero di concludere dai venti metri, la palla capita quasi casualmente sui piedi di Di Carmine che si gira in un fazzoletto e conclude nell’angolino evitando l’intervento di Pasciuti. L’occasione per pareggiarla capita sul piede di Sabbione pochi minuti dopo ma, favorito da un rimpallo, il trequartista biancorosso la mette incredibilmente a lato calciando da posizione defilata e a pochi centimetri dalla riga. Al netto di Melchiorri, il Carpi del primo tempo è tutto qui. Eppure, la difesa capitanata da Del Prete ha il suo bel daffare per bloccare le serpentine dell’ex cagliaritano, a tratti davvero indemoniato. Mentre il Perugia sfiora il raddoppio con Gustafson, proprio da un fallo su Melchiorri ha origine l’occasione più limpida del Carpi, con la conclusione di Jelenic che coglie il palo pieno alla destra di Leali. Non succede più null’altro fino al rientro negli spogliatoi, che la tribuna del Cabassi accompagna con qualche fischio apparso sin troppo severo.

RIAPRE CONCAS, MA E’ TARDI

La squadra di Calabro parte con buon piglio, anche se i pericoli continuano a venire sempre e solo da Melchiorri. Come al 10’, quando sfiora un gol pazzesco facendo – nuovamente – tutto da solo e cogliendo l’esterno della rete al termine dello slalom iniziato a destra. Ma il Perugia è sornione. Attende che il Carpi conceda spazi e la chiude al 14’ il con Gustafson che segna la prima rete della sua stagione al termine di una azione di contropiede orchestrata insieme a Buonaiuto. Non bastasse, dopo essere passato a due punte con l’ingresso di Concas, mister Calabro perde Capela, che esce con una fascia sulla spalla. Al suo posto Brosco. Il Perugia sfiora il terzo con Di Carmine e Terrani ma il Carpi la riapre improvvisamente e imprevedibilmente a tre minuti dalla fine con Concas. Poi le proteste su un contatto tra Garritano e Mustacchio in area umbra, ma l’arbitro non fischia tra i fischi dello stadio.



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