Mediapro: «Sicuri, venderemo i diritti della A»
MILANO. «Al 100% venderemo i diritti tv della Serie A». Jaume Roures predica ottimismo, assicurando di «non essere sorpreso» dal ricorso con cui Sky ha ottenuto la sospensione fino al 4 maggio del...
MILANO. «Al 100% venderemo i diritti tv della Serie A». Jaume Roures predica ottimismo, assicurando di «non essere sorpreso» dal ricorso con cui Sky ha ottenuto la sospensione fino al 4 maggio del bando di Mediapro. Il socio della società spagnola ha prima tranquillizzato i club riuniti in assemblea, poi in un'intervista ha ribadito di essere fiducioso sull'epilogo dell'affare da oltre 3 miliardi di euro in 3 anni. «In assemblea ho trovato una buona atmosfera. I rapporti con il presidente di Lega Micciché sono molto buoni, non viene dal calcio, è meno emozionale. Sky sta facendo come Canal+ e Gruppo Prisa in Spagna, per non perdere i suoi abbonati. Non sono sorpreso, tutto il mondo sapeva che qualcosa sarebbe successo» spiega il manager catalano in un hotel poco lontano dalla Lega.
Al tavolo a fianco è seduto l'ex ad di Infront, Marco Bogarelli. È un consulente di Mediapro? «È mio amico da 30 anni e continuerà ad esserlo», taglia corto Roures, tornando sulla sospensione: «I diritti tv sono nostri, spero nel giudizio del Tribunale del 4 maggio. In passato abbiamo detto che avremmo offerto 1,05 miliardi e lo abbiamo fatto, che avremmo pagato l'anticipo e l'abbiamo fatto. Abbiamo detto che verseremo la fideiussione e lo faremo, entro il 26 aprile». Gli spagnoli sono pronti a «contestare» il ricorso di Sky. Per Roures «queste difficoltà non danneggiano Mediapro ma il calcio e gli operatori, perché il campionato inizia ad agosto. Se il giudice dice che il bando è corretto, per noi cambierà poco, sarà solo uno slittamento di qualche settimana, dal 21 aprile al 6-7 maggio». Fra gli aspetti del bando contestati da Sky i minimi d'asta tenuti segreti e i pacchetti con eventi da 270 minuti, con telecronaca della partita, interviste e raccolta pubblicitaria a cura della società spagnola che così - è la tesi - agirebbe non da intermediario indipendente ma da vero e proprio attore nel mercato degli operatori della comunicazione. «Né Antitrust, né Agcom, né Lega hanno detto che qualcosa non andava nel bando - replica Roures -: è difficile che lo dica il giudice. Non sono preoccupato, non c'è nessuna base per la sospensione».
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