Luca Toni: «Ho scelto un imprenditore forte per la rinascita»
Tocca all’avvocato modenese Domenico Beraldi, “braccio armato” del Modena Calcio SSDARL, fare gli onori di casa per questa prima uscita ufficiale della terza cordata candidata a riportare il calcio...
Tocca all’avvocato modenese Domenico Beraldi, “braccio armato” del Modena Calcio SSDARL, fare gli onori di casa per questa prima uscita ufficiale della terza cordata candidata a riportare il calcio in città. Ed è sempre del professionista il punto della situazione sulla composizione della nuova società. L’86% delle quote è in mano a Roberto Marai, di queste un 35% resta a disposizioni di nuovi investitori, magari locali, vogliosi di entrare a far parte del progetto. Un calcolo preciso che, in caso di vendita delle quote già prestabilite, permetterebbe allo stesso Marai di mantenere la maggioranza al 51%. A completare l’assetto Alessandro Piccolo di Reya Costruzioni con il 10% oltre a Luca Toni che con il già citato Beraldi si divide il restante 4% delle quote. Il bomber di Stella, nel caso di ok del Comune, sarebbe il direttore generale del nuovo Modena. «Un direttore generale non stipendiato»: come sottolinea con il sorriso. Seduto accanto a Marai, del quale ha parole di stima, Toni spiega i motivi che lo hanno spinto ad essere parte integrante del Modena Calcio SSDARL: «Come sapete ho parlato con tante figure, tutte persone stimate, facoltose e modenesi. Nessuno, però, si è sentito di buttarsi in questa avventura con la maggioranza. Solo Marai ha dato la disponibilità e questo credo che sia un segnale importante. Non è un caso, quindi, se negli altri gruppi in corsa non ci sia una figura nettamente predominante a livello di quote. Resto convinto che in una società ci debba essere un solo capo, difficile mettere d’accordo tante teste pensati». Tra gli interlocutori dell’ex centravanti anche il duo Galassini-Morselli: «Non nascondo che spero di coinvolgerli, magari quando avranno terminato il loro campionato». (e.b.)
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