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Contri: «Castelvetro completa l’opera»

Il patron: «La salvezza può garantire un futuro alla società. Bisogna crederci»

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Per raccontare la stagione 2017/18 del Castelvetro non basta un articolo di giornale, forse non basterebbe tutto il giornale stesso, per le mille cose accadute dentro e fuori dal campo. Un’annata complicata in cui ora sembra arrivare un lieto fine, che avrebbe del miracoloso; con una vittoria nella gara di domenica prossima contro il Romagna Centro sarebbe salvezza. Il pensiero del presidente Davide Contri: “Certamente non mi aspettavo di poter arrivare alla salvezza diretta, ma un paio di mesi fa ho guardato negli occhi questi ragazzi e ho capito che avrebbero dato il massimo fino alla fine, così come ho provato a fare io, e questo è il risultato. Questi ragazzi sono prima di tutto un gruppo, poi una squadra di calcio. Io voglio ringraziare i miei giocatori, i miei collaboratori e i miei allenatori, dal settore giovanile in su, perché tutti quanti ci abbiamo sempre creduto. Covili, Cozzolino e il mister hanno trascinato una banda di ragazzini, sicuramente molto bravi ma altrettanto inesperti. Domenica vincere non sarà facile, lo sappiamo bene, ma credo che, sinceramente, ce lo meriteremmo, per tutto quello che abbiamo sopportato in questa stagione”. Una salvezza che potrebbe cambiare il futuro, ancora nebuloso, della società: “Io credo che con la salvezza saremmo sulla strada maestra per dare un futuro a questa società che, lo dico e lo urlo, non deve morire! Una società con un settore giovanile con risultati che parlano da soli, quattrocento tesserati e un titolo di serie D non può che far gola a molti, e io, come già ripetuto, sono pronto a farmi da parte per il bene del Castelvetro. Però ci devono dare una mano, e mi è dispiaciuto leggere il mio nome e quello del Castelvetro su volantini politici, perché non credo che sia corretto”. In chiusura un ringraziamento e una dedica: “Ringrazio la Gazzetta perché ci è stata sempre vicina in questa stagione e voglio fortemente dedicare i nostri risultati, se tutto andrà bene, a due persone che dall’alto sono abbracciate a fare il tifo per noi: mio padre e Lidia Sarnelli”.

Andrea Ortolani

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