Roma da applausi ma passa il Liverpool
Champions. Remontada sfiorata in un Olimpico esaurito, i Reds si arrendono 4-2 però conquistano la finale del 26 maggio
ROMA. Il sogno della Roma è finito nonostante il 4-2 al Liverpool, a Kiev la Champions League se la giocheranno sabato 26 maggio Real Madrid e Liverpool. Comunque l’atmosfera è stata realmente fantastica in uno stadio Olimpico tutto esaurito e riconoscente ai giallorossi per una prestazione da applausi. Record di incassi in Italia per una gara, con 5,3 milioni. Parte subito forte la Roma (che in seguito concederà troppi spazi ai Reds) con El Shaarawy che in acrobazia mette in mezzo dalla sinistra sul lancio di De Rossi. Dzeko di testa sfiora e la sfera si perde di poco a lato.
La speranza nell’impresa scricchiola al 9’: errore grave di Nainggolan, che sbaglia il passaggio in orizzontale a centrocampo facendo partire il contropiede inglese con Firmino, che appoggia sulla sinistra per Manè. Il senegalese non sbaglia e con il sinistro batte Alisson. Sei minuti dopo però la Roma prende fiato: Florenzi crossa dalla destra, sponda di El Shaarawy per Dzeko, Lovren rinvia colpendo Milner che insacca nella propria porta. Il Liverpool però è letale nel contropiede e al 25’ Wijnaldum raddoppia: sugli sviluppi del calcio d'angolo Dzeko fa una sponda involontaria di testa per Wijnaldum che da due passi batte Alisson per il 2-1. Al 35’ i giallorossi colpiscono il palo: El Shaarawy fa partire un tiro di destro a giro da fuori area, c'è una deviazione decisiva di Milner che batte Karius, ma la sfera si stampa in pieno sul legno.
Nella ripresa la Roma prova a premere sull’acceleratore e al 3’ Kolarov batte in mezzo cercando sul secondo palo Schick, che però sfiora soltanto di testa. Karius blocca in presa alta. Al 7’ il pareggio giallorosso: El Shaarawy entra in area e calcia con il destro a giro, Karius respinge nella zona dove c'è Dzeko che è bravo a battere il portiere con un diagonale sul secondo palo. Di Francesco ci crede e toglie Pellegrini per inserire Under.
La Roma protesta, forse a ragione, al 18’: Nainggolan mette in mezzo dalla destra, Dzeko devia di testa, Alexander-Arnold respinge e con un rimpallo la sfera arriva ad El Shaarawy che da due passi trova l'opposizione del difensore inglese con un presunto tocco con un braccio. Alisson si oppone da campione al 23’ su Firmino. Il ritmo cala, la Roma capisce che ormai servirebbe un’impresa al quadrato e al 32’ Dzeko tenta un sinistro al volo che va fuori di non molto. Un minuto dopo il bosniaco impegna ancora Karius. Al 41’ ci pensa Nainggolan, con un bolide che va sul palo e poi batte Karius, infine con un rigore a dare il platonico 4-2 e rendere meno amara l’eliminazione della squadra di Di Francesco.
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