Lampo Dionisi, il Carpi s’arrende
L’attaccante in gol a freddo, sterile reazione della squadra di Calabro mai pericolosa
FROSINONE. I soliti novanta minuti fisici e combattuti, il solito capannello finale intorno a Dionisi: la quinta edizione della sfida tra Carpi e Frosinone in terra ciociara, la prima nel nuovo stadio “Stirpe” (giocata in gran parte sotto un diluvio) scorre via come molte delle precedenti. La differenza la fanno i primi venti minuti e le motivazioni con le quali i padroni di casa approcciano la partita. In svantaggio dopo soli cinque giri di lancetta, i biancorossi non crollano, come altre volte capitato in questa stagione, e senza pressioni nella testa giocano con generosità, imbrigliando il gioco degli avversari e costringendo i tifosi locali a trattenere il fiato fino al 90’, pur senza mai riuscire a creare grandi pericoli dalle parti di Vigorito.
FIDUCIA A SARIC
La salvezza sarà pure raggiunta, ma mister Calabro non fa sconti e in campo ci va la squadra migliore. Fatta eccezione per Saric, rispolverato già nell’ultima di campionato, e per Poli, costretto al forfait per il mal di schiena, la formazione è simile alle più recenti, ma disposta con un sistema di gioco inedito: il falso trequartista è accantonato per creare densità a centrocampo, con Mbaye piazzato davanti alla difesa e alle spalle di una linea a quattro, con Garritano e Jelenic sulle fasce, Sabbione e Saric in zona più centrale. Nessuna sorpresa invece sul fronte ciociaro. Il tecnico Longo conferma modulo e squadra di Brescia, rimpiazzando l’infortunato Daniel Ciofani con una linea di trequartisti che supporta Citro nel ruolo di unica punta.
FURIA CIOCIARA
Ci vuole davvero pochissimo tempo per capire che il Frosinone ha più fame e qualità dei biancorossi. I ragazzi di Longo aggrediscono la partita e dopo soli cinque minuti hanno già guadagnato tre calci d’angolo e pescato il gol del vantaggio: Pasciuti lascia crossare Paganini da sinistra, Pachonik salta a vuoto favorendo l’intervento di Dionisi che, alle sue spalle, addomestica e conclude con precisione in diagonale. Nulla da fare per Colombi. I padroni di casa sono agevolati dai ripetuti errori in fase di appoggio dei biancorossi e giocano sul velluto badando a controllare più che a infierire. Troppa sicurezza finisce però col minare la concentrazione, già messa a dura prova con la sostituzione di Matteo Ciofani, costretto a lasciare il posto a Kranjic per un problema al fianco. Negli ultimi venti minuti 0il Carpi riacquista così fiducia e metri sul campo. Un paio di opportunità capitano a Saric, ma di testa e di destro non centra mai lo specchio. Stesso esito per una conclusione al volo di Sabbione in area. Sul finale del tempo ci sono gli straordinari per lo staff medico del Frosinone, costretto contemporaneamente ad occuparsi di Brighenti sanguinante al capo a bordo campo e di Dionisi alle prese con un problema muscolare. Un sinistro alto di Citro e il primo tiro nello specchio del Carpi, Pasciuti da lontano, chiudono le ostilità.
SCINTILLE CONCAS-DIONISI
Al rientro dagli spogliatoi, le squadre sono accolte da una pioggia battente che complica i compiti dei 22 e non favorisce lo spettacolo. Il Frosinone conserva le energie e concede campo al Carpi, pericoloso al 12’ su un’uscita a vuoto di Vigorito. Rimane però l’unico vero pericolo portato dalle parti dell’area frusinate. Calabro si gioca così la carta Concas e Mbakogu, fischiatissimo, ma penetrare la difesa avversaria rimane impossibile. Anzi, il trascorrere del tempo crea spazi per il Frosinone che sbatte sul muro eretto da Colombi, bravo con i piedi su Dionisi, poi su un paio di conclusioni dalla distanza di Ciano, che Longo ha spostato a destra dopo l’ingresso di Kone. Il finale è una partita nella partita: le prime scintille per un intervento da dietro di Dionisi su Concas a centrocampo, ma la sfida tra i due si accende nel finale, quando il frusinate, colpito leggermente al volto da Concas durante una fase di gioco, cade a terra tarantolato. Il biancorosso ne approfitta per rifilargli uno schiaffetto sul quale l’arbitro soprassiede. Non ci si stupisce quando, al triplice fischio, si accende il solito capannello intorno all’attaccante ciociaro. Così, come l’anno scorso con Mbakogu, tocca a Matteo Scala prendere sottobraccio Concas per evitare conseguenze disciplinari.
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