Ganaceto, quanti rimpianti Duro sfogo del dg Gabrielli
«Come società abbiamo fatto scelte sbagliate ma a condannarci sono stati anche quei dodici giocatori che se ne sono andati a dicembre senza chiare motivazioni»
In Promozione, oltre a PGS e Castelnuovo, anche il Ganaceto fa i conti con la delusione della retrocessione. La società biancoverde cova particolari rammarichi, come ha detto il suo dg Enrico Gabrielli: «La stagione è nata male e finita peggio. Abbiamo fatto scelte sbagliate come società e io mi ritengo il primo responsabile; poi, penso che un problema grave sia quello esploso a dicembre. Anni fa, infatti, ci siamo affidati ad un blocco di giocatori compatto e di qualità, che ci ha permesso di vincere la Seconda e, con aggiustamenti, anche la Prima; ad inizio stagione, abbiamo dovuto fare delle scelte, visto che non potevamo tenere tutti in Promozione, sia per il tipo di campionato, che per una questione numerica, dato che servivano i giovani. Abbiamo, così, confermato i giocatori che ritenevamo funzionali e più rappresentativi, anche per esperienza, creando un’ossatura alla quale aggiungere giovani e altri elementi di valore. Il gruppo, però, non si è amalgamato e, a dicembre, senza che ci fossero particolari spaccature, dodici giocatori sono voluti andare via, probabilmente per riunirsi ai vecchi compagni, ma senza che dessero chiare motivazioni. Ci siamo sentiti traditi da persone che in estate si erano prese un impegno, oltretutto con la società che ha sempre mantenuto gli accordi con loro. In quel periodo ho sentito voci di ogni tipo, ma la società è sempre stata solida e affidabile, ha sbagliato solo a fidarsi di certi giocatori. Sotto il profilo umano siamo rimasti molto delusi - continua Gabrielli - in 30 anni di calcio non mi era mai capitata una cosa così. Abbiamo avuto un mese e mezzo di emergenza, ricostruendo una squadra: sono arrivati giocatori importanti, ma sapevamo sarebbe servito un miracolo. Anche sul fronte allenatori abbiamo provato di tutto: a dicembre diversi giocatori avevano evidenziato difficoltà con Borghesan, quindi, siamo ripartiti da zero; Cavuoto è stato esemplare e, quando l’abbiamo sostituito con Bassini, era solo per dare una scossa. Ora ripartiamo dalle cose positive: abbiamo allestito il settore giovanile, aperto una collaborazione con il Campogalliano, siamo passati da 50 a 150 tesserati. Vogliamo proseguire il progetto, con la consapevolezza che, per un paesino di 500 abitanti, avere una società simile e una squadra in Prima o in Promozione, sia un risultato incredibile. Allestiremo una prima squadra competitiva, affidandola ad un allenatore esperto e sperando di mantenere molti dei ragazzi che hanno chiuso la stagione, perchè hanno dimostrato una serietà impareggiabile».
Andrea Fratti
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