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Trotto e solidarietà domenica a Modena con gli Amici di Cristian

Trotto e solidarietà domenica a Modena con gli Amici di Cristian

Una grande festa dei bambini e delle famiglie. Così l’Ippodromo di Modena torna ad essere protagonista della solidarietà. Domenica dalle ore 14,30 alle 18,30 il Gran Premio Tito Giovanardi e Filly...

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Una grande festa dei bambini e delle famiglie. Così l’Ippodromo di Modena torna ad essere protagonista della solidarietà. Domenica dalle ore 14,30 alle 18,30 il Gran Premio Tito Giovanardi e Filly Cacciari diventa un evento benefico a favore della Fondazione dell’Ospedale pediatrico Meyer. Una vera e propria kermesse che si svolge grazie all’associazione Amici di Cristian e alla Società Modenese Fiere Corse Cavalli, che, ogni anno, ospita l’evento. Il programma prevede tanti deliziosi momenti, come il percorso sulla carrozza d’epoca, il tiro con l’arco, i simpatici pony da cavalcare, lo spettacolo dei burattini, il toro meccanico da sfidare in una gara di equilibrio, senza perdere l’appuntamento con gli skateboard, i rollerblade e il campo di bowling. Tanti anche i laboratori come quello di giochi per i più piccoli e la simulazione di attività di vigili del fuoco e tra gli spettacoli la parata di cadetti a cavallo e la famiglia Pavironica. Per accedere agli intrattenimenti sará necessario avere il braccialetto colorato (offerta minima 10 euro) che verrá distribuito ai diversi desk sparsi nella zona delle tribune. Obiettivo di questa importante iniziativa è quello di raccogliere fondi da destinare alla Neurochirurgia del Meyer e in particolare alla Unità operativa di Neurochirurgia funzionale e dell'epilessia, di cui è responsabile il neurochirurgo Flavio Giordano. L’appuntamento con la solidarietà di Modena nasce dall’impegno di Andrea Frontini, presidente dell’Associazione creata per ricordare il figlio, scomparso due anni fa. “Il Meyer - conferma il presidente - è per noi un’eccellenza. Cristian è stato operato due volte dal dottor Giordano, con pieno successo, ma poi tristemente venuto a mancare per la progressione della malattia. Per me e la mia famiglia, la sua capacità è stata sinonimo di salvezza e speranza di vita: per 8 anni mio figlio ha vissuto in piena gioia e serenità come nel mondo ideale dovrebbe vivere un bambino”.

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