Luca Toni: «Siamo pronti a cominciare subito»
«Fiduciosi nell’operato del sindaco e il nostro progetto è quello più credibile Il Modena è uno e conta quello, la Rosselli non c’entra: se proprio sarà derby»
MODENA «Condividiamo la richiesta del gruppo Samorì al sindaco di accelerare i tempi per decidere il futuro del Modena».
Luca Toni fa giusto in tempo a dirlo, all’inizio di una chiacchierata per illustrare nei dettagli il progetto di Modena Calcio Ssdarl, che dal Comune arriva la comunicazione tanto attesa: venerdì 18 maggio il nuovo Modena, chiunque sia a rifondarlo, sarà finalmente realtà. «Bene», sorride Toni, affiancato dall’altro socio Domenico Beraldi e dal direttore sportivo Eugenio Olli. Roberto Marai, socio di maggioranza con l’86% delle quote, ha dovuto dare forfait per impegni lavorativi e all’appello manca anche Alessandro Piccolo, che completa la compagine con il 10%. Il gruppo è affiatato, fiducioso e ha ruoli ben definiti.
«Avevamo pensato – spiega l’ex campione del mondo – di chiedere alle altre due società che si sono candidate di inoltrare un comunicato stampa condiviso. L’attesa sta diventando snervante ed è necessario che sindaco e commissione prendano atto della situazione che si dovrà affrontare: serve una scelta rapida, perché il Modena non esiste più da sei mesi e va ricostruito daccapo. Siamo in un caso unico nel suo genere: chi cita il Parma come esempio sottovaluta il fatto che a Parma la squadra finì il campionato e gran parte della struttura rimase intatta. Qui tutto è da ricostruire. Si deve riorganizzare la sede, parlare con gli ex dipendenti, creare la società ancor prima che squadra e settore giovanile. E c’è da organizzare il ritiro in luglio. La nostra richiesta è dunque semplice: cerchiamo di accorciare i tempi, perché siamo tutti convinti che sarà fatta la scelta migliore. Bene chiedere le integrazioni, valutare ogni singolo documento, ma, visto che più di tanto nel bando non era richiesto e visto che le persone si conoscono, forse sarebbe stato più semplice, veloce e pratico se la commissione avesse convocato i rappresentanti dei tre gruppi per i chiarimenti del caso, chiudendo il discorso in pochi giorni. Siamo convinti che la valutazione sarà oggettiva, ci fidiamo del sindaco e ci premerà ovviamente capire in quale maniera sono state giudicate le tre società, sperando che il fulcro di tutta la valutazione sia il progetto, per la sua strutturazione e la certezza di investimento. Negli altri due gruppi non vedo conoscenze, competenze e organizzazione pari alle nostre. All’incontro in Comune del 19 gennaio non c'era nessuno che poi si è presentato al bando se non Salerno. Amadei e Sghedoni? Le loro aziende e le loro capacità imprenditoriali parlano più che a sufficienza. Non si può discutere su questo e sono il primo a tifare per loro se vincono e portano in breve tempo il Modena nelle categorie che contano. Perché io voglio solo il massimo per il Modena. Bisogna però capire una cosa: quanto sono disposti ad investire Amadei e Sghedoni? Io, non avendo visto un socio di maggioranza quando ho parlato con loro, questa domanda me la sono fatta. Non mi sono trovato con Tosi e ho parlato con altri. In Roberto Marai ho visto una persona che vuole il controllo della società per realizzare un progetto solido e duraturo, per il quale ha già versato 4 milioni. Altro equivoco da chiarire è quello della Rosselli Mutina. Io sono amico di Morselli e Galassini, li stimo, ma non si sono presentati al bando e continuano a dirmi di non essere interessati. Per me basta e avanza per sottolineare, anche nel rispetto dei tifosi, che è ora di parlare di Modena, che il Modena e deve ripartire come Modena vero, che è il Modena a decidere. La Rosselli Mutina non c’entra: se vorrà parlare nessun problema, così come non saranno problemi nè colpe del Modena se ci saranno due squadre della città in serie D: si farà un derby».
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