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Bassa, una stagione maledetta

di Giacomo Molteni
Bassa, una stagione maledetta

Grillenzoni: «Colpa degli effetti del terremoto del 2012, ma dalle ceneri si può risorgere»

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Quella che si è (quasi) chiusa rischia di essere una stagione da record in chiave negativa per la Bassa Modenese calcistica: 4 retrocessioni (che potrebbero diventare 5), a fronte di una sola possibile promozione (ancora da conquistare) e di due solo altrettanto possibili ripescaggi. Un saldo, nell’ipotesi “media”, di -4, tra salite e discese, che fotografa le difficoltà di questa fetta di provincia in cui quasi nessuna delle principali società ha rispettato le attese (o le speranze) della vigilia. La giornata più nefasta, ovviamente, domenica scorsa, in cui, tra play out e spareggi, alla retrocessione del San Felice in Promozione, già da tempo materializzatasi, si sono aggiunte in un colpo solo quelle di Camposanto e Ravarino in Prima (per il secondo club dopo un solo anno di Promozione) e dello Junior Finale in Terza Categoria. Terza in cui potrebbe finire anche la Novese, ora chiamata a un play out contro la Villadoro da giocare con lo svantaggio del peggior piazzamento. Queste dunque possibili 5 retrocessioni (a Novi facciano pure gli scongiuri…) non sono per ora controbilanciate da nessuna promozione: i gironi H di Seconda e B di Terza, che pure solitamente vengono definiti “della Bassa”, hanno infatti visto i trionfi delle modenesi Madonnina e Saliceta… L’unica eccezione potrebbe essere la Sanmartinese di S. Martino Spino, in vetta alla Terza ferrarese a tre turni dal termine. Quanto ai ripescaggi, le uniche che possono puntarvi sono il Concordia (domenica impegnato nella finale play off di Seconda H contro il S. Anna col vantaggio del doppio risultato) e la Solarese che ha vinto i play off di Terza B. Ma non sono mancate, anche qui, le delusioni: in Prima C la Quarantolese ha perso negli ultimi 90’ un play off che sembrava già scritto, e per una sola posizione ha mancato il post-season anche la Folgore Mirandola in Seconda.

Su questo quadro desolante abbiamo sentito l’opinione di uno dei tecnici dal palmares più importante tra quelli della nostra Bassa: il finalese Davide Grillenzoni, attualmente responsabile della rappresentativa juniores dell’Emilia Romagna.

«Da finalese - attacca Grillenzoni - non posso che essere mortificato della discesa dello Junior, anche se forse la caduta che più fa male e più inattesa è quella del San Felice. Un filo conduttore a questi insuccessi? Certo, non può essere una casualità. E’ il terremoto del 2012 che continua a far sentire i suoi effetti, nel senso che ha dato il colpo di grazia a realtà economiche, anche piccole aziende o artigiani, che prima del sisma aiutavano il calcio dei propri paesi, magari anche con un piccolo contributo, e da allora non possono più. Dalle ceneri però si può risorgere. La prossima stagione, con qualche formazione in serie inferiore, potrebbe regalare qualche soddisfazione, se ci sarà però la giusta programmazione: se non si pianifica, oggi nel calcio non si ottiene niente. Se non ci sono soldi, si possono però avere delle idee. E se si sono idee e una impostazione seria, i giocatori possono venire volentieri da te anche se gran soldi non ne girano».

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