Il Modena rinasce dall’Impero Romano
Il sindaco benedice il gruppo Sghedoni-Amadei-Salerno-Tosi
18 maggio 2018, l’orologio ha da poco scandito le ore 18 e dal comignolo del Comune di Modena esce la fumata bianca quando il sindaco Gian Carlo Muzzarelli pronuncia il tanto atteso verdetto: la rinascita del Modena Calcio, fallito nel novembre scorso dopo la gestione Caliendo, è stata affidata al Pro Modena, la società formata da Romano Amadei, Romano Sghedoni, Doriano e Tosi e Carmelo Salerno incaricato del ruolo di presidente. Delusione e polemiche inevitabili da parte dell’Us Modena Calcio, la realtà fondata da Gianpiero Samorì e prima ad uscire sulla scena proponendosi per la ricostruzione del calcio cittadino, mentre il Modena Calcio, il gruppo dell’imprenditore bresciano Roberto Marai su cui si era innestata l’enorme figura di Luca Toni, il più grande calciatore modenese di tutti i tempi, ha reagito con fair play.
Il Modena può ripartire e lo fa sostenuto da due grandi imprenditori come Romano Amadei, presidente dell’Immergas, e Romano Sghedoni, patron della Kerakoll, che hanno trovato l’intesa sollecitati da Doriano Tosi e dalla voglia di fare qualcosa per il Modena pur essendo in età avanzata. Il glorioso passato del Modena firmato da Tosi e Amadei che subentrò a Gigi Montagnani veicolando la Longobarda prima in serie B poi in A e l’uomo, Sghedoni, che è stato per tanti anni il sogno proibito dei tifosi del Modena sono stati affiancati da Carmelo Salerno, titolare dell’impresa di costruzioni Safim, giovane imprenditore calabrese, ma modenese d’adozione, che dopo aver provato invano a strappare il Modena a Caliendo ha finalmente realizzato il suo sogno di entrare nel mondo e nella storia gialloblù. Non è stata una scelta semplice quella sostenuta dal sindaco Muzzarelli perchè le tre proposte presentate al bando istituito dal Comune di Modena e scaduto il 24 aprile scorso erano tutte valide. E molto simili: stessa determinazione per la rinascita sportiva, per l’impegno sul sociale, la ricostruzione del settore giovanile e il reintergo dei dipendenti del Modena rimasti senza lavoro dopo il disastro Caliendo. Una differenza importante per il gruppo Samorì-Gibellini che puntava su un progetto di autosostenibilità finanziaria del nuovo Modena attraverso la realizzazione di un grande centro sportivo multifunzionale, aperto alla città, che non ha trovato la comprensione prima della commissione dei sette saggi a cui Muzzarelli aveva affidato il vaglio delle tre proposte, poi dello stesso sindaco. Alla fine la reale volata è stata tra il gruppo Toni-Marai e quella dell’Impero Romano e qui le figure imprenditoriali di Sghedoni e Amadei, il loro passato e la loro voglia di giocarsi una grande partita calcistica insieme, hanno probabilmente recitato un ruolo decisivo anche sull’icona sportiva rappresentata da Luca Toni.
Dopo cinque mesi dalla traumatica data del fallimento, il Modena ritrova la vita. Ripartirà dalla serie D, ma riparte con una società che può garantire una rinascita importante e che è pronta ad accogliere altre forze imprenditoriali modenesi: l’Azienda Antonio Giacobazzi e Figli entrerà come sponsor pesante, il discorso è ancora apertissimo con Paolo Galassini e Gianlauro Morselli della Rosselli Mutina e potrebbe esserci una chance per Luca Toni.
Bentornato Modena Fc.
@PaoloVP305 . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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