Juventus, l’addio di Buffon rende triste l’ultimo centro
In un Allianz gremito i bianconeri celebrano il settimo titolo battendo il Verona ma gli applausi, i canti, gli striscioni e i cori sono tutti per il congedo del portiere
TORINO. Questa volta la festa ha un retrogusto di malinconia. L'ultima di Buffon alla Juve è arrivata. Il numero 1 ha vissuto l'ultimo atto della sua lunghissima carriera a Torino costellata di successi, nella passerella scudetto con il Verona, finita 2-1, con gol di Rugani e Pjanic e rete della bandiera per gli scaligeri dell'ex granata Cerci. Segnato non a Buffon, ma a Pinsoglio entrato da poco per lasciargli l'applauso interminabile del pubblico. Erano le 16.21, il 63' della partita, quando Gigi ha lasciato il suo posto. Avrebbe sognato di chiudere con la Champions o il Mondiale, è andata un pò meno bene. Ma quei buchi che restano in una bacheca zeppa di trofei diventano piccoli di fronte all'enorme affetto ed emozione di cui il popolo bianconero, i compagni, i dirigenti, hanno impregnato lo stadio.
L'addio di Buffon ha fatto passare in secondo piano la festa per l'ultimo scudetto, il 34° (ma all'ingresso dell'Allianz Stadium il 35 è stato sostituito con il 36, perché la Juventus considera anche i titoli revocati nel 2005 e nel 2006), ha fatto diventare lucidi gli occhi dei tifosi non tanto per il nuovo trofeo luccicante per la separazione da Gigi. Mille baci, abbracci, pacche sulle spalle, strette di mano, selfie per il numero 1. Un'enorme bandiera con la sua immagine aveva campeggiato prima del fischio d'inizio, sotto il messaggio della curva: «Solo chi tenta l'assurdo, raggiunge l'impossibile». Subito applausi al primo tocco di pallone e poi quando, prontissimo, ha respinto, un destro di Fares.
Per poco Lichtsteiner gli rovinava l'addio con un autogol. L'ultima azione da protagonista per Buffon è stata un'uscita in area su Matos lanciato a rete da una titubanza della difesa; l'attaccante del Verona è caduto, ha allargato le braccia e chiesto il rigore.
Buffon ha lasciato il campo a Pinsoglio, al debutto in serie A, ma è Szczesny, ieri in panchina, a raccoglierne l'eredità. «Ho visto mille molte il video della conferenza stampa e sempre ho sperato in un finale diverso», ha scritto Marchisio, uno di quelli che ha vinto tutti gli ultimi sette scudetti. Sotto il diluvio, tuoni e rovesci di pioggia, la premiazione ufficiale. Tutti gli occhi erano ancora per Buffon, che aveva iniziato il giro del campo per stringere le mani ai tifosi, quando la partita si stava ancora giocando, e che per ultimo è tornato negli spogliatoi dopo l'infinito abbraccio con i tifosi.
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