Romano Sghedoni: «Modena, eccomi»
«Vogliamo vincere, altrimenti cosa siamo qui a fare... »
Comincia un nuovo capitolo di storia di un libro lungo centosei anni. Una nuova era gialloblù che Romano Sghedoni tiene a battesimo da solo per l'indisposizione dell'altro Romano, Amadei. Nelle parole del patron della Kerakoll c'è il distillato dello spirito ideale col quale il gruppo della Pro Modena si appresta a prendere carta e penna per scrivere la rinascita dal Modena FC. «Prima di tutto devo ringraziare il Comune e la commissione che hanno scelto di darci fiducia. Un grazie di cuore va all'avvocato Lotti che è stato impeccabile nell'assisterci, preparando documenti perfetti e recitando un ruolo chiave in questa fase iniziale della nostra avventura. Un pensiero lo devo rivolgere anche agli altri gruppi che hanno partecipato al bando, competitor leali che hanno dimostrato amore per la maglia canarina». Sghedoni, in passato più volte ad un passo dall'ingresso nel Modena, ha spiegato i motivi della sua scelta: «Nella vita ci sono delle combinazioni particolari, congiunzioni che determinano le nostre scelte. Questa volta, è arrivato davvero il giorno giusto; ovvero quando, mesi fa, mi ha chiamato Amadei e mi ha detto: ho deciso di farmi avanti e prendere il Modena, ti va di venire a farmi compagnia? Avevo sempre detto di no a tutti ma la chiamata di Amadei era qualcosa di diverso e dopo aver riflettuto due giorni gli ho dato il mio assenso. Al passato non penso, anni fa abbandonai il tavolo delle trattative e mi limito a dire che il tempo e i fatti purtroppo mi hanno dato ragione. Feci la scelta giusta allora, sono convinto di averla azzeccata anche questa volta». L'assetto societario del gruppo di Pro Modena è già solido ma aperto a nuove risorse pronte ad unirsi: «Con Amadei e Salerno abbiamo gettato le fondamenta. Con la mia azienda, quando si è trattato di investire, ho sempre pensato più al futuro che al presente. E' così anche questa volta. Per il 45% ora in mano a Tosi, vogliamo trovare almeno altri due soci. Gente motivata e soprattutto giovane, visto che ad alzare l'età media siamo già sufficienti Amadei ed io anche se Romano, che ha un anno meno di me, dice di essere giovane: convito lui... Il problema della copertura del cento per cento ce lo siamo posto sin dall'inizio. Di certo non possiamo lasciare una simile fetta in mano a Tosi che è qui per fare un altro lavoro dovendo ricostruire da zero, che già guadagnerà poco e ci mancherebbe che dovesse metterne di tasca sua. Non credo proprio che sarà possibile coinvolgere componenti delle altre cordate. Un paio di proposte per gente che mi piacerebbe coinvolgere ce le ho, ma se non sarà possibile vorrà dire che le quote le divideremo tra noi. Io non sono a caccia di cariche. Non mi interessa entrare nel calcio per mettermi in mostra, non voglio impegni operativi, sono coinvolto a titolo personale e farò parte di questa società per i prossimi tre anni. Partiamo con umiltà ma vogliamo vincere come tutti i tifosi, altrimenti cosa siamo qui a fare? Siamo però consapevoli che i soldi non sono tutto, soprattutto nel calcio dove serve competenza e anche tanta fortuna che faremo di tutto per meritarci. La mia ambizione comunque resta la massima possibile. La mia famiglia? Mia moglie adesso si sta interessando più di me». Il pensiero fisso di Sghedoni sono i tifosi e questo perché lui è, prima di tutto, uno di loro: «Riempire il Braglia sarà il nostro chiodo fisso. Riportare la nostra gente allo stadio è una priorità e per riuscirci ci sono solo due punti da rispettare: la società deve dare le migliori garanzie possibili e quello toccherà a noi, poi ci sono i risultati. Solo così potremo garantirci l'appoggio dei nostri sostenitori che hanno voglia di risalire in fretta come noi che ci siamo impegnati in prima persona».
Riccardo Panini
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