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Castelvetro, il futuro è a rischio

Castelvetro, il futuro è a rischio

Dopo la retrocessione oggi riunione in società. Contri: «Speriamo che qualcuno ci aiuti»

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Il lieto fine c’è solo nelle favole. Nella realtà capita che per quanto tu possa sforzarti e soffrire poi può non arrivare il risultato. E in questa stagione di sofferenza il Castelvetro ne ha fatto davvero il pieno. Il giorno dopo della dolorosa retrocessione in Eccellenza proviamo a ripercorre l’annata dell’unica squadra modenese in serie D, ben sapendo che peccheremo di incompletezza. Un’annata di sofferenza dicevamo, in primis di sofferenza tecnica, perché ad inizio ottobre è arrivata la rottura a sorpresa con mister Serpini, uno dei simboli della promozione in serie D, passando poi per i ventuno giorni della gestione Corradini, ripudiato per il cattivo rapporto con i senatori, fino ad arrivare a Lorenzo Mezzetti, tutto nel giro di un mese.

Ma probabilmente il campo è il luogo dove il Castelvetro ha avuto meno problemi di tutti, perché di fatto le prestazioni di Covili e compagni sono sempre state all’altezza. I problemi veri sono stati infatti fuori dal campo, in senso letterale: i tanti mesi giocati a porte chiuse, per la mancanza di una tribuna appropriata. Tribuna che potrebbe - beffardamente - essere pronta per la prossima stagione. Situazione che ha portato la società ad emigrare, senza grossa fortuna e senza troppo seguito, al “Braglia” per ritornare al “Venturelli” trovandolo ancora indisponibile, finendo per giocare la prima partita a porte aperte solo alla trentunesima giornata. Una situazione difficilmente tollerabile, se non fosse che la condizione societaria era ancora peggiore: mesi di rimborsi spesi arretrati e un futuro quanto mai incerto. E dopo tutto questo la squadra è andata ad un soffio dal miracolo di rimanere in serie D, un lieto fine che giocatori, staff ed ambiente avrebbero meritato. Al presidente Davide Contri abbiamo chiesto un bilancio su tutto questo: «Forse oggi c’è ancora più amarezza rispetto a ieri, martedì (oggi ndr) avremo una riunione dove capiremo come fare per andare avanti, sempre aspettando una telefonata che ci possa cambiare il futuro. Ho avuto tantissimi attestati di stima e vicinanza, di cui ringrazio, ma al momento al Castelvetro serve concretezza economica, speriamo che qualche azienda castelvetrese scelga la nostra causa. Questa è stata una stagione sciagurata, per mille motivi, ma mi ha lasciato anche cose positive. Perché ho scoperto ancora di più di avere al mio fianco uomini veri, tra i giocatori e nello staff, sia di prima squadra che del settore giovanile. Per me chi ha mollato ha perso, gli altri no. Dietro alle cariche societarie, ci sono uomini, e molte volte questa cosa non è stata considerata. Ringrazio chi ci è stato vicino, come tutti i genitori del settore giovanile, noi siamo una famiglia e questo nessuno ce lo potrà togliere mai. Vorrei chiudere con due frasi di due persone a me molto care. William Venturelli, a cui ho fortemente voluto dedicare lo stadio, mi diceva che comunque vada sarà un successo, e io me lo ripeto spesso. Mio padre invece mi ricordava di non mollare mai e tenere sempre la testa rivolta al cielo, che una mano arriverà, ed è quello che spero».

Andrea Ortolani

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