La Modenese da record: doppio salto consecutivo
La matricola biancazzurra in due anni sale dalla Seconda alla Promozione Il diesse Morandi saluta insieme al tecnico Fava: «Lasciamo da vincitori»
Negli anni tra 2013 e 2015 l’impresa della doppia promozione consecutiva era già riuscita ad altre due compagini di Modena città: la Cittadella, salita dalla Prima all’Eccellenza, e la Rosselli dalla Seconda alla Promozione (con Eccellenza poi raggiunta due anni dopo). Nonostante i precedenti non mancassero, dunque, l’impresa compiuta l’altro ieri dalla Modenese, ossia quella di salire in Promozione per la prima volta nella sua storia da matricola era... «del tutto inattesa - conferma il d.s. Daniele Morandi - l’obiettivo della vigilia è sempre stato la salvezza tranquilla. Poi alla sosta ci siamo detti che raggiunti i 40 punti ci saremmo seduti nello spogliatoio a guardarci in faccia per capire dove volevamo arrivare. L’abbiamo fatto, e abbiamo deciso di vivere alla giornata con il piglio che è un po’ nel nostro dna: un pizzico di spavalderia e la serenità di chi non aveva nulla da perdere. Devo dire che anche le settimane che hanno preceduto le due sfide di play off in trasferta, e con lo svantaggio dell’obbligo per noi di vincere, sono state vissute con la stessa serenità: in fondo con la Virtus Libertas in campionato avevamo vinto sia all’andata che al ritorno, e alla Castelnovese avevamo preso quattro punti vincendo in casa sua, dunque perchè non avremmo potuto riuscire? E così è stato. Ce l’abbiamo fatta con le nostre caratteristiche: gruppo, compattezza, e capacità di sfruttare i nostri due super attaccanti Ouattara e Nartey; la squadra gioca per loro, ma loro si esaltano per la squadra». Modenese più simile alla Cittadella o alla Rosselli? Morandi non cade nel tranello. «A nessuna delle due - commenta - abbiamo una nostra identità di piccola società che è andata oltre le aspettative. Tanto che ora siamo la terza squadra ‘di quartiere’ della città dopo loro due…».
La prossima avventura in Promozione non vedrà però tra i protagonisti, come da un po’ si sapeva, nè il tecnico vincente Fava nè lo stesso Morandi. «Fava - spiega Morandi - aveva già comunicato qualche settimana fa alla società le sue intenzioni; non so dove andrà, ma del resto non so neppure dove andrò io. Non lascio infatti perchè ho un’altra offerta, ma perché ho capito in questi ultimi mesi che c’erano divergenze di vedute in prospettiva con la società, quindi piuttosto che proseguire in modo forzato col rischio che si creino poi dissapori meglio lasciarci da amici. E da vincitori».
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