Morselli: «È un peccato sia finita così»
«74 punti, vinti gli scontri diretti con l’Axys: è durissima da accettare, ma onore a tutti». Paolo Galassini sconsolato
«È durissima da accettare. È durissima, un magone impossibile da mandare giù, almeno così a caldo». Sono le prima battute di Gianlauro Marselli, patron assieme a Paolo Galassini della Rosselli Mutina. Dopo una stagione straordinaria, due scontri diretti vinti con l’Axys e 74 punti collezionati, il finale è stato calcisticamente tragico. Sconfitta nello spareggio con l’Axys al Mirabello ai calci di rigore, per un errore di Beppe Greco, uno che dal dischetto non sbaglia mai. Poi il doppio confronto con il Cannara, una squadra abbordabile, ma forse la corsa della Rosselli Mutina, almeno nella testa, si era fermata a Reggio Emilia.
Morselli e Galassini al termine del fischio finale si precipitano nello spogliatoio. Dove le lacrime scendono copiose dai volti di tutti: dai proprietari, a Notari, ai giocatori, all’ultimo uomo dell’entourage Rosselli. Hanno una parola per tutti, ringraziano, rincuorano, poi escono nel piazzale degli spogliatoi del Braglia insieme. Paolo Galassini non ha nemmeno la forza di dire una parola, sale sulla sua Bmw e si allontana. Gianlauro Morselli prova a reagire ed è rincuorato dall’amico Vittorio Cattani futuro responsabile del settore giovanile del nuovo Modena. Morselli riesce a trovare anche qualche parola e piano piano si scioglie anche se la delusione è cocente. «Non si può arrivare dove siamo arrivati con una rimonta strepitosa nel girone di ritorno. Ci siamo imposti in casa con l’Axys, abbiamo vinto sul loro campo terminando il campionato alla pari. Un regolamento se vogliamo discutibile ci ha portati allo spareggio del Mirabello dove abbiamo colpito una traversa con Cozzolino e poi fallito il rigore con Greco, il nostro miglior giocatore. Forse era scritto. Oggi speravamo di ribaltare il verdetto dell’andata con il Cannara, nel primo tempo siamo stati fantastici, poi però, è piovuta la mazzata del loro gol. E a quel punto abbiamo capito che era finita. Ma è una beffa non essere riusciti ad andare in serie D. Lo avremmo assolutamente meritato. Ci siamo complimentati con il Cannara, come usiamo fare coi nostri avversari, ma è durissima».
Ora che succede?
«Non lo so. La botta è troppo fresca per pensare al futuro. Ci prenderemo una settimana sabbatica, poi con Paolo parleremo e vedremo come impostare il futuro».
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