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«Serie A? Canovi, provaci»

«Serie A? Canovi, provaci»

Il tecnico Barbolini: «Stagione meravigliosa, bellissimo giocare questa finale» 

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Passione per la pallavolo smisurata, entusiasmo, qualità e conoscenza della “materia”: Enrico Barbolini ha dimostrato con i fatti di essere il tecnico giusto al posto giusto, cioè alla guida della Canovi Sassuolo che ha portato ad un passo dalla promozione in serie A.

«La mia soddisfazione più grande è aver dato a tutte le ragazze la consapevolezza che se siamo arrivati fino a qui, ad un passo dalla realizzazione di un sogno, vuol dire che ce lo siamo meritati».

Aguero e Crisanti, due stelle in mezzo a tante giovani.

«A chi mi chiede come stanno vivendo questa esperienza io rispondo che loro sono state straordinarie: hanno caratteri diversi, ma una in un modo, una in un altro sono state esattamente quello che noi speravamo, un esempio e un riferimento per tutte le compagne. Per darvi un’idea, faccio quasi fatica a dire a Tai che ci sono anche le giornate di riposo..., vorrebbe allenarsi sempre. Lucia, invece, da capitana, è quella sempre pronta a dialogare e a spiegare alle più giovani. E lo fa senza far mai pesare nulla a nessuno».

E le compagne che atteggiamento hanno avuto nei loro confronti?

«Subito erano quasi estasiate, poi pian piano le cose sono cambiate: adesso in palestra provano anche a metterle in difficoltà».

Quali sono stati i momenti più difficili ?

«Da che mondo e mondo le difficoltà ci sono sempre nell’arco di un campionato, ma quello che mi è piaciuto è che le abbiamo superate. Perdere Maruotti dopo una partita di campionato o la sconfitta nella sfida promozione di San Lazzaro avrebbero potuto mandare in crisi chiunque, ma non una squadra così unita come la nostra».

Capitolo play off: la sconfitta in gara 1 dei quarti con Aprilia sembra ormai preistoria.

«Siamo abituati ad avere su di noi pressione e devo dire che ero più preoccupato dopo la sconfitta di S. Lazzaro, siamo arrivati a quella partita sapendo che avrebbe deciso la regular season e vedercela sfuggire, tra l’altro con quel t24-26 nel erzo set, sull’1-1 non è stato uno scherzo. Quando abbiamo perso la prima sfida con Aprilia ero sicuro che avremmo fatto una grande gara 2 e così è stato».

Domenica ad Altino è stata una battaglia.

«All’inizio ho visto Tai andare sotto rete a dire quello che andava detto a una avversaria che aveva esultato in modo eccessivo, lì ho capito che lo spirito era quello giusto. In un ambiente difficile, giocavamo in una tensostruttura a cui si arriva solo con una bella passeggiata di 350 metri..., con un caldo incredibile e una umidità insopportabile, o sei sul pezzo o non ci salti fuori. Le ragazze sono state bravissime. E non solo le due stelle, ma tutte, dalla prima all’ultima».

Tra Sassuolo e la Serie A è rimasto solo un ultimo ostacolo da superare: Settimo Torinese.

«Studieremo bene le nostre avversarie in questi giorni, che siano forti non ci sono dubbi, in campionato sono andate come noi, secondo posto, stesso numero di vittorie. Nei play off hanno eliminato Talmassons, facendo il colpo già in gara 1. Dovremo fare molta attenzione».

In caso di gara 3, la giocherete in casa: il pubblico di Sassuolo è davvero un vantaggio?

«La gente che viene alla Consolata è sempre stata un’arma in più per noi e quest’anno ricordo sempre la palestra stracolma, sarà un vantaggio sì, nel caso ci si arrivasse, giocare gara 3 in casa».

Ci dica la verità: quanto è cresciuta questa Canovi in corso d’opera?

«In modo esponenziale, sia nelle giocatrici più esperte che nelle ragazze più giovani. Di questo possiamo andare tutti fieri, vuol dire che nessuno si è mai tirato indietro durante l’anno».

Ha già parlato con la società del suo futuro?

«No, anzi, ho detto loro che preferisco prima sapere come si concluderà questa avventura nei play off, poi esamineremo la situazione. Intanto pensiamo alla finale, a cui dobbiamo presentarci spensierati e consapevoli che abbiamo fatto sempre il massimo».

Fabio Rossi

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