Guidetti: «Nessuno ha amato il volley femminile più di lui»
«Sono cambiati presidenti, sponsor, giocatrici, allenatori, addirittura società, ma era sempre lì al fianco di tutti»
Nemmeno un anno fa era lì, sorridente con alcune delle “sue ragazze”, felice di aver contribuito alla realizzazione di un’idea di Irina Kirillova: “rimettere insieme” almeno per una sera una leggendaria a distanza di 20 anni. Una delle tante imprese sportive compiute in una vita dedicata alla pallavolo, rigorosamente femminile.
Avrebbe compiuto 76 anni il prossimo 20 settembre, Villiam Bellei (“Sì, in pochi lo sanno, ma con la “v” di Verona”, disse un giorno...), e di imprese per quelle amatissime campionesse che lo facevano soffrire, entusiasmare, gioire, lui ne ha davvero compiute tante: ogni giorno della sua vita è stata un’impresa, se non un capolavoro, da quando agli inizi degli Anni Ottanta Bellei decise di dedicarsi “24 su 24” al Volley Modena. Il compianto Franco Iotti divenne il presidente di quella società che poteva contare anche su Ermanno Montanini e Claudio Dobori, gli amici di sempre di Villiam. Un’avventura che portò a trionfare la Modena “rosa” in Europa (1987 Ancona Coppa Cev) e a battersi sempre o quasi alla pari con chi battibile non lo era (Teodora Ravenna, prima Matera e Bergamo poi negli Anni Novanta).
Sette finali scudetto perse prima del passaggio del testimone al gruppo toscano capeggiato da Francesco Pini. Lui rimase, in trincea, pronto a combattere da segretario generale, uomo ovunque e per tutte le stagioni: ritrovò la cinese Lang Ping, che aveva portato in Italia per la prima volta da giocatrice nel 1989, e arrivarono anche quello scudetto e quella Champions League che aveva sognato probabilmente di vincere con gli amici di un tempo.
Memorabile l’accoglienza alla squadra all’aeroporto di Bologna dopo il trionfo tricolore del 2000 a Reggio Calabria. E dopo quella ne vennero altre, al rientro dalla Siberia con la Coppa dei Campioni nel 2001, la conquista della Coppa Italia e della Coppa Cev. Una vera e propria età dell’oro che si era meritato battendosi sempre in prima persona per difendere e proteggere atleti, staff tecnico e chi lavorava con lui quotidianamente, perché Modena fosse sempre rispettata ovunque. Amava non solo la serie A, Villiam Bellei, ma anche la pallavolo più vera, cioè quella giovanile: nessuno può dire quanti talenti siano passati per la “sua” Amendola, ma tutti possono testimoniare che non poteva esserci una sola serata senza volley per Villiam, fosse anche per una partita dei campionati provinciali. Finita l’era Pini, la pallavolo femminile di vertice tornò al PalaPanini grazie a Rino Astarita e all’Universal Carpi: e Villiam Bellei c’era, sempre e ancora lì, felice di una vittoria, ma pronto a inseguirne subito un’altra in caso di sconfitta. E, per arrivare ad oggi, a chi in questi anni si diceva non entusiasta della presenza della Nordmeccanica della famiglia Cerciello: “Qui non gioca più Modena, ma una squadra di Piacenza...”, lui replicava saggiamente così: “piuttosto che restare senza volley, molto meglio qualcuno che ci porti a Modena grande pallavolo, perché il PalaPanini non può essere solo volley maschile”.
Mille i commenti che lo ricordano in queste ore, come quello di Giovanni Guidetti, tecnico del Vakifbank, che iniziò la sua scalata proprio nel Volley Modena (2003-2005): «Sono cambiati presidenti, sponsor, giocatrici, allenatori, addirittura società, ma lui era sempre al fianco della pallavolo femminile modenese. Mai sul palco, sempre dietro le quinte. Ma sempre assolutamente presente, nel bene e nel male! Non ho conosciuto nessuno a Modena che amasse la pallavolo femminile incondizionatamente come lui. Lascia un vuoto incolmabile».
Lang Ping, oggi allenatrice della nazionale cinese, ha commentato così la notizia della sua scomparsa: «Sono molto, molto triste che Villiam ci abbia lasciati. Avrò sempre tanti bei ricordi di lui. Ha amato la pallavolo per tutta la sua vita. Spero che tutti noi ricorderemo lui per sempre. Quando ho vinto le Olimpiadi a Rio mi ha chiamato per congratularsi, una bellissima chiamata. Ha sempre avuto un grande affetto per me, ogni volta che sono tornata a Modena mi ha fatto sentire a casa».
Giulio Salvioli, che nel Volley Modena iniziò a muovere i primi passi da dirigente nel mondo della pallavolo, racconta: «Una persona appassionata che ha fatto del volley la sua vita, mettendoci tutto se stesso. Sempre gioviale e disponibile, amavamo ricordare insieme i tanti aneddoti del passato con il sorriso e un po' di nostalgia. Qualche tempo fa gli chiesi se conservava un poster dell'Anthesis, mi ha portato in archivio, ha tirato fuori decine e decine di foto e poster e le simpaticissime caricature che Roberto Grimaldi all'epoca addetto stampa del club femminile aveva disegnato per ciascun componente della squadra e dello staff. Tanto dolore».
OGGI ULTIMO SALUTO. Oggi alle 16 la partenza dalle camere ardenti del Policlinico, poi alle 16.30 l’ultimo saluto nel piazzale antistante l’ingresso del PalaPanini.
Fabio Rossi
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