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Addio a una vecchia gloria: “Balóta” Olmes Neri

Addio a una vecchia gloria: “Balóta” Olmes Neri

Un altro grande di Bomporto se n’è andato a 85 anni. Ex gialloblù, poi una vita nel calcio come mister 

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Un altro ex gialloblù se n’è andato per sempre. Ieri è morto a Lecce, all’età di 85 anni, Olmes Neri, le cui esequie saranno celebrate oggi nella Chiesa di Santa Lucia a Lecce. Calcisticamente era un prodotto che oggi si definirebbe doc, essendo nato a Bomporto, la terra, tra gli altri, dei Sentimenti, di Braglia, di Tomeazzi. Cresciuto nelle giovanili gialloblù, dopo l’apprendistato nel Marzotto Valdagno in C e nel Carpi in IV serie, nella stagione di Serie B 1952/’53 fece parte dell’organico della prima squadra gialloblù, con 15 presenze e un gol. Neri era fondamentalmente un mediano, ma in quell’unica stagione nel Modena venne quasi sempre impiegato per sostituire Scarascia o Ruffinoni, quindi come ala, che non era il suo ruolo. Dimostrando però grandi doti di adattamento, e sfruttando anche la sua velocità e le qualità tecniche, tra le quali il dribbling, fece la sua parte anche come ala. Per le caratteristiche fisiche, era alto 1,69, e per la grande la rapidità era stato soprannominato ‘Balòta’, termine dialettale modenese che rimanda a una palla, anche se più propriamente indica il tuorlo dell’uovo, quindi comunque qualcosa di sferico e inafferrabile. Malgrado quella buona stagione, non fu confermato e tornò in IV Serie, con Reggiana, poi Città di Castello e Frosinone, quindi due anni in C con le maglie di Carbosarda e Akragas. Finalmente tornò in B nel Parma, dove restò quattro anni, con 114 presenze. Sceso di nuovo in C nella Reggina vinse il campionato, restandovi altri due anni tra i cadetti, prima degli ultimi calci in Serie D, con Nuova Igea, Barcellona Pozzo di Gotto e Juve Siderno. Rientrò alla Reggina come allenatore, per quattro anni, delle giovanili e dopo una stagione alla Vibonese, Mimmo Cataldo lo portò con sé a Lecce. Nella società salentina dal 1977 al 1993 è stato lo storico vice e/o collaboratore tecnico di tanti allenatori, da Giorgis a Di Marzio, Corso, Mazzone, Bigon, Bolchi e Fascetti. In sostituzione dello squalificato Fascetti, Neri era in panchina in quell’ incredibile Roma-Lecce 2-3, ultima giornata della Serie A 1984/’85, che costò lo scudetto alla squadra capitolina. Olmes Neri lascia la moglie Bruna e i figli Stefano e Massimo, ai quali vanno le nostre condoglianze. Massimo è tra i preparatori atletici più noti a livello internazionale, avendo lavorato con Lecce, Roma, Juventus, Real Madrid e le nazionali di Inghilterra e Russia. (c.r.)

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