Giovanardi: «Borruto merita una medaglia»
«Ha riportato Sassuolo nel posto che le compete, questa è una città che vale la A1 Il suo merito più grande è quello di costruire partendo dal settore giovanile»
Sassuolo in serie A, oggi come allora, Sassuolo in serie A grazie a Claudio Giovanardi, ieri, e grazie a Carmelo Borruto, oggi. E allora chi meglio del patron dell’epopea Unicom Starker può celebrare l’impresa delle ragazze della Canovi.
Giovanardi, che effetto Le fa sapere che Sassuolo è di nuovo una città di serie A?
«Bellissima sensazione, sono stato invitato a gara 1 della finale e ho capito subito che la promozione sarebbe arrivata già a Torino, c’era troppa differenza tra le due squadre».
Lei è stato l’artefice di quattro stagioni memorabili arrivando fino ai quarti di finale dei play off.
«Ricordo ancora quando acquistammo il titolo sportivo di Modena da Villiam Bellei, ci disse che avremmo fatto bene e non si sbagliò. In due anni salimmo in A1, poi anche lì non abbiamo fatto male, credo».
Che tipo di città è Sassuolo per il volley?
«Io la ricordo competente ed appassionata, c’era tantissima gente al palazzetto quando giocavamo. Secondo me Sassuolo è una città da serie A1, quanto a potenziale e amore per questo sport. Il problema sarà ora trovare gli appoggi giusti per continuare a crescere anche sul piano degli sponsor che sono fondamentali in serie A e anche su quello della logistica operativa. Mi risulta che il PalaPaganelli sia in gestione ad altri e per lavorare bene in serie A devi avere anche il controllo dell’impianto in cui lavori».
Sul piano sportivo sono in tanti a pensare che a Sassuolo serva una nuova Turlea.
«La Turlea è stata una atleta fantastica tra tante altre atlete fantastiche, l’ho vista giocare anche a 41 anni ed era ancora molto forte. Per noi fu un valore aggiunto incredibile».
La Canovi ha Aguero che a 41 anni è stata decisiva.
«Non sono stupito, specie tra le donne è possibile trovare casi come quelli di Turlea ed Aguero che giocano oltre i 40 anni. E poi stiamo parlando di Aguero una delle più grandi di sempre».
Carmelo Borruto arrivò a Sassuolo grazie a Lei.
«Il merito fu di mia nipote Silvia, da noi lavorava alle statistiche, si vedeva che era una persona seria e riflessiva. Lui è il segreto di tutto quello che è avvenuto, merita una medaglia. Alla Liu Jo avrebbe fatto ancora molto comodo in questi anni. Quello che più mi piace di Carmelo è la voglia di costruire partendo sempre dai settori giovanili, una scelta vincente. Vedrete che non sbaglierà una mossa anche in A2».
Fabio Rossi
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