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«Aspettiamo il Mondiale...»

«Aspettiamo il Mondiale...»

Silvano Prandi: «È solo lì che vedremo la vera pallavolo»

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Lo sguardo è quello di sempre, da innamorato del volley: «Io mi diverto a fare quello che faccio con passione, questo è il vero segreto». Silvano Prandi, classe ’47, campione di Francia a 70 anni con lo Chaumont arrivò sulla panchina della Trenkwalder nel 2009, un’avventura durata fino al gennaio 2011: «Per me quello che conta è avere avuto l’onore e il piacere di allenare anche qui, a Modena, in questo meraviglioso palazzetto, un’esperienza che sono felice di aver fatto».

«In questo torneo ci sono molte squadre da “lavori in corso”. Finiti i rispettivi campionati si sono gettate subito in questa Nartions League e stanno viaggiando con ritmi incessanti, senza riposarsi. Si fanno questi tornei per la promozione della pallavolo, ma sono di basso livello. Non dicono nulla in funzione del mondiale, e lì che vedremo la vera pallavolo. Presto le squadre faranno il punto ed inizieranno la preparazione adeguata per arrivare all'appuntamento che più conta. Solo in quella occasione si potrà vedere quali sono le squadre più forti».

“Il Professore” ha avuto parole incoraggianti per la Russia che sta schierando giocatori giovani ma interessanti.

«Il centrale Vlasov e di una spanna superiore agli altri. E' un giocatore che va oltre la norma. Poi Volkov, Poletaev ma anche altri giovani sono interessanti».

E l'Italia?

«E' una squadra che deve crescere e al mondiale sarà molto diversa. L'Italia che ho visto in questi ultimi tempi, ma anche quella del PalaPanini è ancora poca cosa. Aspettiamo che si prepari, che recuperi tutti i migliori e poi vedremo. Alla nostra Nazionale se mancano due o tre giocatori si fanno sentire, a differenze di altri Paesi. L'assenza di Juantorena ci penalizza molto. Quest'anno il mondiale è un'opportunità per tutti e non vedo una squadra molto forte. Dipende dalle piccole cose».

Un pensiero su Modena.

«Non so neppure come è andato il mercato però leggendo i nomi mi sembra che sia più vicina al terzo o quarto posto che al primo o secondo. Perugia e Macerata mi sembrano ancora più avanti».

Nicola Calicchio

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