Tosi: «È il Modena che volevo fare»
Il dg canarino: «Altri due o tre over e una decina di under e siamo a posto. L’unico rompicapo è il portiere giovane»
Doriano Tosi è a metà dell’opera: in due settimane il direttore generale del Modena si è già assicurato dodici giocatori di primissimo piano per la serie D, in linea con il ruolo che il club canarino vorrà recitare nel primo campionato dopo la sua rinascita.
Direttore, proviamo a tracciare un primo bilancio.
«Fino ad ora, a parte rare eccezioni, tutto procede secondo i programmi. Volevamo giocare d’anticipo rispetto alla concorrenza per quanto riguarda i difensori centrali e ci siamo riusciti. Con Perna, Dierna, Cacioli e Berni abbiamo l’esperienza e la conoscenza della categoria che ci serviva, oltre alla qualità. Avevo già spiegato che doveva essere la priorità, perché a questi livelli c’è carenza di centrali. Anche l’attacco è fatto, con i giocatori che volevamo e che alle stesse doti degli altri esperti aggiungono un potenziale di gol molto importante per la serie D».
Dieci gli over in rosa, quanti altri ne arriveranno?
«Due o tre, uno dei quali sicuramente a centrocampo, reparto che a differenza degli altri dobbiamo ancora irrobustire».
La maggior parte dei giovani, fondamentali per il regolamento della D, deve invece ancora arrivare.
«Per questo aspetto serve maggior pazienza, perché spesso servono tanti incastri. Far accettare la D a un giovane bravo o alla società proprietaria del suo cartellino, se si parla di prodotti del vivaio dei club di serie A e B, non è scontato. Devi sempre avere un’alternativa».
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Un giovane sarà sicuramente il portiere.
«Sì e probabilmente è questo l’unico vero rompicapo, per la questione di cui parlavo prima e per la delicatezza del ruolo. Preferirei un giocatore che abbia già disputato un campionato da titolare o comprimario, perché da un settore giovanile alla serie D c’è molta differenza. L’eccezione potrebbe essere rappresentata un terzo portiere di una società di serie B o C, perché in questo caso l’esperienza settimanale delle amichevoli con la prima squadra è stata uno step importante nel percorso di crescita. L’idea è un portiere classe 1999, ma potrebbe essere anche un 2000».
In quali ruoli verranno impiegati gli altri under obbligatori?
«Nell’undici titolare che abbiamo in testa, oltre al portiere classe ’99, i terzini saranno un ’99 e un 2000 e uno dei centrocampisti un ’98 come Bellini. Ne serviranno ovviamente il doppio in rosa rispetto ai quattro titolari e in tutti i settori sarà opportuno avere un 2000 da impiegare all’occorrenza, secondo tutte le variabili di una singola partita ancor prima che di una stagione intera. Gli under, in totale, saranno una decina».
Tutti i neoacquisti conoscono bene la serie D e quasi tutti l’hanno vinta. Scelta precisa?
«Rispecchia i criteri che ho sempre adottato quando ho potuto lavorare come piace a me. Mi sono stati proposti giocatori più importanti, anche dalla serie B, ma non era quello che ci serviva. Serve gente motivata, che conosca la categoria e che sappia cosa significa giocare in D per vincere. Perché quello è l’obiettivo, anche se il possibile fallimento del Cesena ci crea un po’ di apprensione».
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Ci sarebbe il rischio concreto di trovare i romagnoli nello stesso girone?
«Ogni discorso è prematuro, certo è che ci sono già società come Mantova e Prato che potrebbero finire nel nostro stesso girone e hanno ambizioni chiare. Non so come saranno i raggruppamenti, purtroppo ci sarà da aspettare ancora più di un mese. Anche perché solo dopo il Consiglio Federale saremo noi per primi ad avere finalmente la certezza dell’iscrizione».
Le date di raduno e preparazione sono già ufficiali?
«Il ritrovo è previsto mercoledì 25 luglio al Braglia, poi ci alleneremo per qualche giorno in città, quando sono in programma le visite mediche, prima di salire a Fanano verosimilmente sabato 28».
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