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Placì: «Tutto è possibile, ma Kazan è la sua sfida»

Placì: «Tutto è possibile, ma Kazan è la sua sfida»

«Va nel più grande club del mondo, se lui ha scelto di tornare a giocare in Russia dopo una prima esperienza negativa questa volta vorrà dimostrare quanto vale»

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Chi meglio di lui può raccontare al mondo intero la forza della nuova Russia e provare ad interpretare il futuro di Earvin Ngapeth?

Nessuno, perché Camillo Placì con l’asso francese ha condiviso anni fa l’esperienza di Cuneo ed oggi guida, con successo, da quasi due stagioni, il Fakel Novy Urengoy.

«Al PalaPanini torno sempre con piacere, non è un posto speciale solo per i modenesi, ma anche per tutti coloro che, come me, da qui sono passati. Anche per questa Nations League c’è stata una atmosfera unica, ma io non avevo dubbi, immaginavo una cornice di pubblico del genere. Vedo squadre che si divertono e che sono soddisfatte di tutto, quindi dovete essere orgogliosi di chi ha organizzato questo evento».

Che effetto le fa sapere che nella prossima stagione Ngapeth sarà suo avversario?

«Con Earvin non ho mai, e ripeto mai, avuto un solo problema quando eravamo insieme a Cuneo, giocatore fantastico e con me ha sempre avuto un rapporto eccellente».

Si aspettava un suo trasferimento a Kazan?

«Posso rispondere così: Kazan è attualmente il club numero 1 al mondo, ha appena perso Leon e poteva sostituirlo solo con un altro numero 1, cioé Earvin».

A Modena sono in tanti a iporizzare che Ngapeth in Russia ci starà molto poco.

«Tutto è possibile nella vita e nello sport, ma credo che se Earvin ha fatto questa scelta ci avrà pensato a lungo: per lui tornare in Russia rappresenta una sfida straordinaria, anche e soprattutto dopo una prima volta per lui non troppo felice. Allora se ne andò non come avrebbe voluto, proprio per questo se ha deciso di tornarci, in Russia, è per far vedere quanto vale il vero Ngapeth».

Kazan non è Modena, però, dove Ngapeth è stato trattato come un patrimonio dell’umanità...

«La scelta di Kazan di Ngapeth non è casuale: lui sa che lo hanno scelto per sostituire Leon e sono sicuro che vivrà anche questa situazione come una sfida da vincere assolutamente. Dimostrare di riuscire a fare vincere Kazan come ci è riuscito Leon, questo è quello che affascina il ragazzo».

Oltre a un ingaggio che in pochi, a parte Kazan possono permettersi di pagare.

«L’obiettivo di ogni atleta professionista è arrivare un giorno a giocare nel club più forte del mondo, e Kazan, lo è, con un ingaggio altrettanto straordinario: credo che Ngapeth ci sia arrivato».

Da Ngapeth ormai “russo” all’esperienza di Camillo Placì in Russia.

«Io sto bene al Fakel, questa che sta per iniziare sarà la terza stagione. Firmo solo contratti annuali proprio perché se mi trovo bene resto e se la società non è contenta di me può fare altre scelte: abbiamo vinto una Coppa Cev l’anno scorso e il presidente, giovanissimo, 36 anni, ha fiducia nel nostro lavoro. Lui è qui con la famiglia per godersi i suoi gioielli in nazionale».

Volkov ha impressionato tutti, Kliuka pure: hanno 22 anni e sono esplosi grazie a Lei.

«Grazie del complimento, ma il merito va a loro. Kliuka gioca con l’esperienza di un veterano, Volkov lo avete visto, è il capitano di questa nazionale russa a cui alcuni big ma che sta facendo molto bene. E non dimentichiamo Vlasov che non siamo riusciti a trattenere vista l’offerta della Dinamo Mosca».

La storia del Fakel è quasi incredibile per come vivete la vostra stagione.

«In Italia sono abituati bene, credetemi: noi abbiamo sede a 100 chilometri da Mosca e giochiamo sempre in trasferta, per arrivare a Novy Urengoy dobbiamo fare ogni volta 3 ore di pullman e 4 di aereo. Poi ci sono le trasferte vere, lunghissime, siamo sempre in aereo».

Qualcuno canterebbe ci vuole un fisico bestiale.

«È vero, ma soprattutto è necessario riuscire a divertirsi: e io mi diverto ancora».

Fabio Rossi

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