Lukudo, dalla Cittadella a simbolo d’Italia
La foto della staffetta azzurra 4x400 oro ai Giochi del Mediterraneo spopola sul web e arrivano anche i complimenti di Salvini
MODENA Magari non avrebbe pensato che la foto - quella in cui mima il colpo di pistola insieme a Maria Benedicta, Libania e Ayomide - sarebbe stata la più “cliccata” della settimana, dando vita a un caso politico che ha scomodato persino Saviano e Salvini e “resuscitato” il Pd, mentre nel frattempo è nato l’hashtag “prima le italiane”, ma poco importa. Perché quello che conta è che Raphaela Lukudo, 24enne di origini sudanesi, nata nel casertano ma residente a Modena da quando aveva due anni, quella medaglia l’abbia portata a casa. Così, dopo una semifinale in Francia su cui ha pesato un infortunio e un titolo nazionale per i 400 metri indoor, la giovane velocista e studentessa di Scienze motorie cresciuta dal punto di vista sportivo nel Mollificio Modenese Cittadella (oggi Fratellanza) - dove ha passato sette anni, mentre dal 2015 si allena a Roma con Marta Oliva, nel centro sportivo dell’Esercito - ha conquistato il primo posto nella staffetta “4per400” di Tarragona, regalando all’Italia l’ennesimo oro - in tutto sono 56, mentre le medaglie complessive sono 156 - dei Giochi del Mediterraneo, che si sono chiusi domenica scorsa. Una vittoria condivisa con tre altre atlete italiane, Maria Benedicta Chigbolu, Libania Grenot e Ayomide Folorunso, e festeggiata appunto con una foto in cui tanti italiani hanno visto una sorta di spot della multiculturalità del nostro Paese in un momento di grandi tensioni sul tema immigrazione. E come era prevedibile, quell’immagine di quattro atlete di colore che festeggiano con la divisa azzurra ha creato l’ennesima polemica politica: se per lo scrittore e giornalista Roberto Saviano quella foto e quei sorrisi «sono la risposta all’Italia razzista di Pontida, perché l’Italia multiculturale nata dal sogno repubblicano non verrà fermata», il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini ha replicato invitando le ragazze. «Bravissime le atlete, mi piacerebbe incontrarle e abbracciarle - ha twittato Salvini - come tutti hanno capito (tranne qualche “benpensante” e rosicone di sinistra), il problema è la presenza di centinaia di migliaia di immigrati clandestini che non scappano dalla guerra e la guerra ce la portano in casa, non certo ragazze e ragazzi che, a prescindere dal colore della pelle, contribuiscono a far crescere il nostro Paese». Un invito a cui ha replicato Libania Grenot, 35enne nata a Cuba e cittadina italiana dal 2006, quando si è sposata: «Sono fiera di essere italiana - ha detto - lo sono al 100%, ed è sempre un onore alzare il tricolore e farlo sventolare. Di politica non parlo - ha aggiunto - ma sull’invito di Salvini non escludo nulla: se vuole incontrarmi va bene, ma dopo gli Europei di Berlino. Adesso devo solo allenarmi». Un proposito già messo in pratica dalla velocista modenese, che ieri era già rientrata nel centro sportivo dell’Esercito per allenarsi per le prossime sfide. —
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