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De Zerbi si presenta «Sassuolo, non voglio fare la comparsa Stregato da Squinzi»

Paolo Seghedoni
De Zerbi si presenta «Sassuolo, non voglio fare la comparsa Stregato da Squinzi»

«Come sarà la mia squadra? Coraggiosa, leale e che sappia far divertire. Non mi pesa il paragone con Di Francesco» 

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“Mi piacciono i calciatori di qualità: quelli vanno messi in campo”. E’ questo il manifesto del calcio secondo Roberto De Zerbi. Il nuovo tecnico del Sassuolo è stato presentato ieri nel corso di una conferenza stampa durata esattamente come un tempo di una partita (recupero compreso). De Zerbi si è sottoposto al fuoco di fila delle domande e ha risposto su tutto con grande serenità.

LA SCELTA

«Sono felicissimo di essere qui, arrivo con un anno di ritardo, ma la scorsa estate avevo dato la mia parola al Las Palmas anche se poi non ci furono le condizioni per andare là. Sono arrivato perchè la scelta del Sassuolo combacia con la mia, abbiamo le stesse ambizioni. Non voglio fare la comparsa, cercherò di essere utile rispettando il tanto che è stato fatto e cercando di portare con passione la mia idea. Sono fortunato perché faccio il lavoro che amo. Ho fatto un percorso complicato fin qui, è vero, ma me lo sono anche scelto, non amo le scorciatoie. Ringrazio la mia vecchia società e la nuova, in particolare Squinzi oltre all’amministratore, al presidente e al direttore. Mi sono reso conto della grande passione di Squinzi, ama il calcio e le strategie tattiche. A oggi non possiamo delineare gli obiettivi della stagione, perchè la rosa non è ancora definita».

CONTA LA MENTALITA’

«Quello che conta è la mentalità, non il modulo di gioco. Non c’è solo il 4-3-3 per giocare aggressivi, ma anche moduli diversi. La mentalità conta più di tutto, il modulo si sceglierà in base alle caratteristiche dei giocatori, l’importante è avere una organizzazione finalizzata a far rendere al massimo i giocatori di qualità. Si potrà cambiare sistema di gioco ma dovremo sempre voler essere protagonisti della partita. E attraverso il bel gioco vogliamo riempire il Mapei Stadium. Non vorrei diventare la squadra simpatia, voglio una squadra coraggiosa e leale che faccia divertire la gente».

NUOVO DI FRANCESCO?

«Non è una pressione essere definito così, è un complimento. Stimo molto Di Francesco, sia il padre che il figlio... E comunque se non avessi voluto pressioni avrei fatto un altro lavoro. Io vivo per il calcio. Tante cose le ho capite tardi da calciatore e ora voglio insegnarle ai miei giocatori».

I NUOVI ACQUISTI

«Di Francesco lo volevo già a Palermo, Djuricic è un atleta che ho avuto e che ha raccolto poco per quello che è il suo talento ma è un gran professionista, Boateng è un valore aggiunto e un giocatore di grande qualità. La qualità, appunto, è il fattore che li accomuna. In generale chi viene a Sassuolo deve avere fame. Berardi? E’ un giocatore importantissimo, se lui vuole rimanere con entusiasmo uno meglio di lui non lo troviamo».

LA SQUALIFICA

«Sulla vicenda lascio libera interpretazione a tutti, partendo dal fatto che patteggiando sarei andato incontro a 2 giornate di squalifica (la richiesta era di 6), se non l’ho fatto è perchè avevo la coscienza a posto ed ero convinto di essere prosciolto. Non condivido la sentenza ma devo accettarla. In panchina andrà uno dei miei collaboratori che saprà cosa fare. Prima delle partite gli farò shampoo e contro shampoo”. —

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