Boateng non è solo un colpo "glamour"
Acquisto che segna una svolta nel progetto neroverde e un segnale concreto di rinnovate ambizioni
SASSUOLO Fatte le dovute proporzioni Boateng al Sassuolo è come Cristiano Ronaldo alla Juventus. O, sempre coi dovuti distinguo, è come quando il Sassuolo si presentò al debutto in B ingaggiando Zampagna non solo per questioni tecniche o d’immagine, ma anche per il messaggio che un colpo del genere portava con sè. Acquisto “civetta” per lanciare un segnale: anche i giocatori più importanti potevano imboccare con fiducia la strada verso il Sassuolo, club piccolo, senza blasone, ma di grandi ambizioni e potenzialità. Da allora i neroverdi di storia ne hanno scritta tanta, toccando anche la vetta dell’Europa League. Ma dopo un paio di tornei vissuti “di rendita” serviva una scossa, anche a livello d’immagine: la società ha così aperto un nuovo ciclo che possa risvegliare un po’ d’entusiasmo. Squadra affidata a De Zerbi, già battezzato da Squinzi come il nuovo Di Francesco, rivoluzione nell’organico con addii eccellenti come Politano, Acerbi e forse Berardi a fronte di acquisti interessanti, Di Francesco jr e Djuricic su tutti. Arriveranno altri colpi, ma nessuno si potrà paragonare a Boateng che, oltre ad essere un “personaggio” fuori dal campo, appare tutt’altro che un giocatore sulla via del tramonto. A 31 anni è infatti reduce da un’ottima stagione nell’Eintracht, che gli è valsa la Coppa di Germania e l’inserimento nella top 11 della Bundesliga. Voglioso di tornare in Italia, anche per questioni personali, il Boa ha accettato al volo l’offerta del Sassuolo. Presentandosi con un paio di frasi non troppo distanti da quelle pronunciate 10 anni fa da Zampagna: «Sogno l’Europa e non guardo quante persone ci sono allo stadio».
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