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Costi verso Napoli: «A Carpi anni d’oro ma dovevo cambiare»

Enrico Ballotti
Costi verso Napoli: «A Carpi anni d’oro ma dovevo cambiare»

L’ex tecnico biancorosso da domani alla corte di Ancelotti «L’addio anticipato? Non ero più un valore aggiunto»

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Sassolese di nascita, modenese da calciatore e protagonista assoluto del “miracolo-Carpi”. Tutto questo è Giandomenico Costi che domani firmerà per il Napoli. Sarà uno dei collaboratori di un certo Carlo Ancelotti.

Costi, inizia una nuova avventura. Napoli e il Napoli aspettano.

«A dire il vero – inizia – dovevo essere azzurro alcune stagioni fa. La possibilità, infatti, si era presentata già nell’estate seguente la promozione in A con il Carpi. Poi avevo dato la mia parola a Bonacini e non sono andato. Ha salutato solamente Cristiano Giuntoli che adesso andrò a raggiungere».

A proposito. Si dice che sia stato lei a portarlo a Carpi: vero o leggenda?

«È vero che ho segnalato Cristiano al Carpi. Ma non posso dire di essere stato io a scoprirlo. Lui è un predestinato e non a caso è il d.s. di un club come il Napoli. In questi anni siamo cresciuti insieme, lavorerò al suo fianco: sarò l’osservatore responsabile per l’Italia».

Praticamente a stretto contatto con un totem come Ancelotti. Ha già avuto modo di sentirlo?

«Sì, una telefonata sere fa. Lo conoscevo già perché nel Milan avevamo giocato assieme. Si è anche ricordato di Costi calciatore, almeno credo… (ride, ndr)».

Il presente si chiama Napoli, il passato Carpi. Un stop arrivato all’improvviso a metà campionato.

«Ho dovuto risolvere alcuni problemi di salute, ma comunque avevo capito che il mio tempo era scaduto. A volte non si riesce più ad essere un valore aggiunto come, magari, lo si è stato in passato. Quando ho appeso le scarpette al chiodo, nessuno mi ha proposto un lavoro. Nessuno tranne Bonacini e Caliumi che ringrazio come ringrazio i tanti addetti ai lavori che hanno fatto parte della famiglia Carpi».

Ha collaborato con tanti allenatori (12 per la precisione), anche se spesso si è pensato che fosse lei l’unico vero mister del Carpi. Ricostruzione giusta?

«Sbagliata. A Carpi c’è uno staff che lavora insieme al tecnico e che ha un ruolo importante. Sono sempre stato un buon secondo e con quasi tutti i mister ho mantenuto ottimi rapporti. Non è stato semplice cambiare “allenatore capo” così spesso».

Si diceva di un rapporto incrinato con Calabro e di un addio anticipato dovuto a questo.

«Falso».

Domanda classica: momento migliore e momento peggiore al Carpi?

«Risposta facile. Abbiamo vinto talmente tanto che è anche difficile trovare periodi negativi. Sono stati anni davvero belli e intensi. D’altra parte ci veniva sempre chiesto di vincere e spesso ci siamo pure riusciti. Credo di poter dire ai tifosi del Carpi di godersi la serie B e di stare vicini a questa proprietà».

Tra le vittorie dei biancorossi ce n’è anche una contro il Modena che ha fatto parecchio discutere. Protagonista di alcuni momenti di tensione lo stesso Costi.

«Ho giocato per nove stagioni con i gialli, vivo in centro e sono un tifoso del Modena. In quel momento però ero stipendiato dal Carpi. Forse ho sbagliato il modo di esultare, ma la mia gioia non era contro il Modena. C’è comunque stata l’occasione di confrontarmi con alcuni appassionati gialloblù. Per spiegare le mie ragioni ho fatto loro una domanda: cosa avrebbero detto se contro la Reggiana, un qualsiasi calciatore del Modena non avesse esultato perché ex granata?». —



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